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mercoledì 8 maggio 2013

SGAMBELLURI: «Quella mia vittoria al Giro...»

Bisogna tornare indietro di qualche anno per rivivere un successo calabrese al Giro D’Italia: Roberto Sgambelluri, con la sua vittoria al Giro d’Italia del 1997 e col suo decimo posto finale del 1999, ha portato in alto la nostra regione sul finire degli anni ‘90. Classe ’74, il reggino, nato a Melito Porto Salvo, si è messo in evidenza per la prima volta nel 1996, andando a vincere il Giro d’Italia baby. Quella vittoria, costellata da due argenti ai mondiali Under 23 di Lugano, lo lanciò nel ciclismo che conta: il contratto con la Brescialat gli permise di partecipare al Giro d’Italia già nel 1997, e lui ricambiò la fiducia andando a conquistare la tappa con arrivo a Lanciano. «Era il primo anno da professionista e già essere al Giro d’Italia per me era un premio, una forte emozione», afferma Sgambelluri. «Quella mattina non mi sentivo molto bene, speravo che partissero piano perché di solito partivano a tutta. Durante la tappa scoprivo quanto il percorso fosse impegnativo e con me c’era un altro calabrese, Michele Coppolillo. Ricordo che quando sono scattati gli altri siamo partiti pure noi ma la tappa era molto lunga, era di 240 km, e l’arrivo non lo conoscevo», ricorda Roberto. «Sul finale c’era uno strappo di 700 metri e lì sono partiti in due o tre, tra cui Frigo, poi si sono piantati ed io, arrivando in rimonta, li ho saltati e ho vinto quasi in volata». Per lui e per l’intera Calabria sportiva quella vittoria voleva dire realizzare un sogno, un successo meritato per lui al suo primo vero banco di prova tra i professionisti. Tra i complimenti uno in particolare: «Ero nel dopo tappa, nel momento delle interviste c’è stato un collegamento con Dario Fo. Ci sono stati anche i complimenti dei colleghi, tra i quali Pantani». Dopo due anni passa alla Cantina- Tollo, formazione con la quale entra tra i primi dieci della classifica finale del Giro: «Quell’anno è stato per me molto importante perché ho vinto una tappa e la classifica finale del Trofeo dello Scalatore, poi sono anche entrato tra i primi quindici al mondo della classifica dell’UCI. Oltre alla condizione fisica conta tantissimo avere dei bravi compagni che ti sappiano supportare e che sappiano fare un buon gioco di squadra: il sogno era quello di entrare tra i primi cinque, ma è stato ugualmente un bilancio più che positivo ». Se fosse stato ancora in gruppo, avrebbe cerchiato di rosso la tappa odierna: «Visto il percorso penso per me sarebbe stata una tappa a cinque stelle », afferma, «La salita per andare a Serra San Bruno farà selezione, secondo me ci saranno fughe da lontano, il vero Giro inizierà qui. E’ difficile pronosticare un vincitore, siamo ancora al quarto giorno, ma io spero in un corridore meridionale, magari in Visconti o in Nibali. Non penso sia una tappa per scalatori puri, ci vuole anche un corridore che sia anche molto veloce», conclude l’ex ciclista, laureato in Scienze Motorie: «Ho approfittato di questa esperienza sportiva e mi sono iscritto all’università. Mi sono laureato in Scienze Motorie, e per me è stato un momento bello quanto una vittoria in bicicletta, poter vedere lo sport con un po’ di cultura in più ti dà una grande soddisfazione».

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 7 maggio 2013

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