L’arrivo
di una tappa del Giro d'Italia
nella provincia di Vibo Valentia,
sta diventando
ormai una abitudine.
Negli
ultimi
anni,
infatti la corsa rosa ha toccato per ben sei volte
questa parte di territorio, da quando Vibo
è diventata provincia, nonostante, già in precedenza
aveva ospitato la carovana quando
ancora si trovava sotto l'egemonia catanzarese.
La prima volta il 18 maggio 1999, con partenza
da Vibo Valentia e arrivo dopo 186 km
alle Terme Luigiana e a vincere fu l’asso francese
Laurent Jalabert, con maglia rosa indossata
dall'olandese Jeroen Blijlevens, velocista
di seconda fascia che però è riuscito a
centrare qualche bel colpo nelle
grandi corse a tappe. La prima
frazione che toccò il capoluogo
di provincia, è indimenticabile.
Scuole chiuse e
le strade
del
centro invase da bandierine, cappellini rosa.
Tutti a caccia di un souvenir, di una foto ricordo.
Molto gettonato Marco Pantani, il Pirata
che l’anno prima aveva
vinto Giro e Tour de France,
impresa epica che è capitata a
pochi. In quel giro c’erano altri
campioni, su tutti Paolo
Savoldelli e Gilberto Simoni,
che da li a qualche anno vinceranno
la corsa rosa. Avere il
Giro d’Italia in casa propria
era sintomo d’orgoglio per i
vibonesi. La provincia intera si ritrovò nella
città. Appassionati di ciclismo arrivarono in
bici anche da Serra San Bruno e da altre zone
di montagna. La seconda volta nel 2003 a
città invertite. Si partì dalle Terme Luigiane
ed arrivo in piazza Martiri d'Ungheria dopo
170 chilometri. La carovana dopo avere lambito
la costa tirrenica passò dai centri di Zungri,
Mileto, Ionadi e il breve strappo in salita
a pochi chilometri dal traguardo
non fece la selezione ed alle porte
della città ad aprire il plotone
erano le squadre dei velocisti,
tutti a tirare la
volata per i vari
Petacchi e
Mc
Ewen. Proprio il corridore australiano piazzò
il guizzo vincente che gli consentì di vincere
la quarta tappa, ma non indossare la maglia
rosa, che andò ad Alessandro
Petacchi. Una consolazione,
per il tifo vibonese,
occorso ancora una volta numeroso,
che si aspettava dal
corridore spezzino la vittoria
di tappa. Mc Ewen si dimostrò
più in forma e nel rettilineo
finale si mise tutti alle
spalle. Il Vibonese, ricorda
anche un'altra tappa del passato recente. Anno
1986. Era il giro di Roberto Visentini, partito
da Palermo e concluso a Merano. Visentini,
all’apice della carriera si giocò la maglia
rosa con Beppe Saronni e Francesco Moser.
In quell’edizione, la quarta tappa Villa San
Giovanni – Nicotera di 115 chilometri vide la
vittoria di Giovanbattista Baronchelli, che
proprio quel giorno strappò la maglia rosa
dalle spalle di Saronni. Fu una gara entusiasmante
fino all’ultimo. Chi ricorda quella tappa,
la definisce una delle più belle della sessantanovesima
edizione. Un percorso con
tratti insidiosi, bei paesaggi e l’arrivo in una
delle stupende località tirreniche. Nicotera,
visse in trepidante attesa i giorni che precedevano
l’arrivo della carovana. Alberghi pieni,
gente festante per un evento senza precedenti.
Le strade della cittadina erano invase
di curiosi ed appassionati, provenienti da
tutta la “futura” provincia. Nicotera, rimase
così nella storia per essere stata
la prima cittadina vibonese
ad ospitare un arrivo di tappa
del Giro d’Italia.
Fonte: Nicola Pirone, Calabria Ora






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