Le squadre Pro Tour 2012

UCI ProTeams 2012: Pro Team Astana (AST) - KAZ UCI ProTeams 2012: Rabobank Cycling Team (RAB) - NED UCI ProTeams 2012: RadioShack-Nissan UCI ProTeams 2012: Saxo Bank Sungard UCI ProTeams 2012: Sky ProCycling (SKY) - GBR UCI ProTeams 2012: Vacansoleil-DCM Pro Cycling Team

lunedì 6 maggio 2013

Inutile negarlo: tutto si deciderà in salita

Finalmente il grande giorno è arrivato. Partirà nel primo pomeriggio il Giro d’Italia numero 96, un Giro che promette spettacolo e colpi di scena. Le premesse ci sono tutte: il percorso di quest’anno si addice più agli scalatori che ai cronoman, costretti a guadagnare il più possibile nelle due cronometro individuali previste a metà percorso e prima delle montagne finali. Sarà scontro tra le diverse scuole tattiche: molto probabilmente la filosofia della Sky sarà quella adottata nel Tour ’12, col ritmo massacrante imposto dai suoi uomini per bloccare sul nascere i vari attacchi di Nibali e degli altri avversari. I girini correranno anche sulle strade calabresi: la quarta tappa terminerà a Serra San Bruno e coi suoi 246 km sarà la più lunga, la quinta partirà da Cosenza e terminerà a Matera. Molto probabilmente la prima maglia rosa verrà vestita da un velocista: la tappa odierna, con partenza e arrivo a Napoli, è perfetta per uno sprint finale. Dopo il tranquillo avvio, i corridori saranno chiamati ad affrontare la prima corsa contro il tempo. La crono a squadre di Isola d’Ischia conta solo 17,4 km, troppo pochi per distacchi considerevoli, anche se c’è da stare attenti al vento e all’orario di partenza: qualche squadra sarà penalizzata, qualche altra ne trarrà vantaggio. Nelle due successive frazioni ecco i primi trabocchetti: molti i km da percorrere, con percorsi adatti ad arrivi a ranghi ridotti. L’arrivo di Marina di Ascea rappresenta una ghiotta occasione per i vari attaccanti: le salite finali sono state inserite di proposito per rompere il gruppo e movimentare quindi la gara. Martedì si entra in Calabria, sullo stesso percorso affrontato dal Giro due anni fa, ma stavolta, arrivati a Vibo Valentia, si sale verso le Serre: superato lo strappo di Soriano, si sale verso Croce Ferrata per poi affrontare un falsopiano in leggera discesa di 5-6 km. I treni delle varie squadre torneranno ad attivarsi per lanciare i propri velocisti nella Cosenza-Matera, dove dovranno superare indenni lo strappo di Montescaglioso, e nella Mola-Margherita di Savoia. La settima tappa è una piccola Liegi, con meno recupero tra una rampa e la successiva: le pendenze di Chieti sono a doppia cifra e bisognerà dosare le energie in vista della lunga cronometro di sabato 11. L’arrivo a Saltara è previsto dopo 54,8 km di solitudine ad alta frequenza di pedalata. Prima del giorno di riposo, via libera alle fughe nella tappa di Firenze. Alla ripresa il primo e inedito arrivo in quota: la sera di martedì 14 si avrà la rosa degli uomini che potranno contendersi la vittoria del Giro. Nel giorno del ricordo del disastro del Vajont, ecco una tappa per finisseur: non ci sono grandi asperità e la tappa precede le quasi certe volate di Treviso e Cherasco. La due giorni successiva (Sestriere e Galibier) restringerà ulteriormente la rosa di favoriti, poi nuovo giorno di riposo. L’ultima settimana si apre con due tappe adatte a scattisti e sprinter, poi i 20,6 km della cronoscalata di Polsa saranno l’antipasto del gran finale: Gavia, Stelvio, Giau, Tre Cime di Lavaredo, il tutto in soli due giorni. La sera di sabato 26 il vincitore sarà già scritto: l’ultima tappa è una semplice passerella con arrivo a Brescia.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 4 maggio 2013

0 commenti:

Posta un commento