Finalmente il grande giorno
è arrivato. Partirà nel primo
pomeriggio il Giro d’Italia
numero 96, un Giro che promette
spettacolo e colpi di
scena. Le premesse ci sono
tutte: il percorso di quest’anno
si addice più agli scalatori
che ai cronoman, costretti a
guadagnare il più possibile
nelle due cronometro individuali
previste a metà percorso
e prima delle montagne finali.
Sarà scontro tra le diverse
scuole tattiche: molto probabilmente
la filosofia della
Sky sarà quella adottata nel
Tour ’12, col ritmo massacrante
imposto dai suoi uomini
per bloccare sul nascere
i vari attacchi di Nibali e degli
altri avversari. I girini correranno
anche sulle strade
calabresi: la quarta tappa terminerà
a Serra San Bruno e
coi suoi 246 km sarà la più
lunga, la quinta partirà da
Cosenza e terminerà a Matera.
Molto probabilmente la
prima maglia rosa verrà vestita
da un velocista: la tappa
odierna, con partenza e arrivo
a Napoli, è perfetta per
uno sprint finale. Dopo il
tranquillo avvio, i corridori
saranno chiamati ad affrontare
la prima corsa contro il
tempo. La crono a squadre di
Isola d’Ischia conta solo 17,4
km, troppo pochi per distacchi
considerevoli, anche se
c’è da stare attenti al vento e
all’orario di partenza: qualche
squadra sarà penalizzata,
qualche altra ne trarrà
vantaggio. Nelle due successive
frazioni ecco i primi trabocchetti:
molti i km da percorrere,
con percorsi adatti
ad arrivi a ranghi ridotti.
L’arrivo di Marina di Ascea
rappresenta una ghiotta occasione
per i vari attaccanti:
le salite finali sono state inserite
di proposito per rompere
il gruppo e movimentare
quindi la gara. Martedì si
entra in Calabria, sullo stesso
percorso affrontato dal Giro
due anni fa, ma stavolta, arrivati
a Vibo Valentia, si sale
verso le Serre: superato lo
strappo di Soriano, si sale
verso Croce Ferrata per poi
affrontare un falsopiano in
leggera discesa di 5-6 km. I
treni delle varie squadre torneranno
ad attivarsi per lanciare
i propri velocisti nella
Cosenza-Matera, dove dovranno
superare indenni lo
strappo di Montescaglioso, e
nella Mola-Margherita di Savoia.
La settima tappa è una
piccola Liegi, con meno recupero
tra una rampa e la successiva:
le pendenze di Chieti
sono a doppia cifra e bisognerà
dosare le energie in vista
della lunga cronometro di
sabato 11. L’arrivo a Saltara è
previsto dopo 54,8 km di solitudine
ad alta frequenza di
pedalata. Prima del giorno di
riposo, via libera alle fughe
nella tappa di Firenze. Alla ripresa
il primo e inedito arrivo
in quota: la sera di martedì
14 si avrà la rosa degli uomini
che potranno contendersi
la vittoria del Giro. Nel
giorno del ricordo del disastro
del Vajont, ecco una tappa
per finisseur: non ci sono
grandi asperità e la tappa
precede le quasi certe volate
di Treviso e Cherasco. La due
giorni successiva (Sestriere e
Galibier) restringerà ulteriormente
la rosa di favoriti, poi
nuovo giorno di riposo. L’ultima
settimana si apre con
due tappe adatte a scattisti e
sprinter, poi i 20,6 km della
cronoscalata di Polsa saranno
l’antipasto del gran finale:
Gavia, Stelvio, Giau, Tre Cime
di Lavaredo, il tutto in soli
due giorni. La sera di sabato
26 il vincitore sarà già
scritto: l’ultima tappa è una
semplice passerella con arrivo
a Brescia.
Alessandro Marcianò, Calabria Ora 4 maggio 2013






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