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Le squadre Pro Tour 2012

UCI ProTeams 2012: Pro Team Astana (AST) - KAZ UCI ProTeams 2012: Rabobank Cycling Team (RAB) - NED UCI ProTeams 2012: RadioShack-Nissan UCI ProTeams 2012: Saxo Bank Sungard UCI ProTeams 2012: Sky ProCycling (SKY) - GBR UCI ProTeams 2012: Vacansoleil-DCM Pro Cycling Team

mercoledì 22 maggio 2013

Penultima chiamata per i velocisti

La Caravaggio-Vicenza rappresenta la penultima chiamata per i velocisti rimasti in gruppo. La città veneta torna ad ospitare la carovana del Giro dopo 17 anni: qui hanno vinto personaggi illustri, come Learco Guerra, arrivato a braccia alzate.. (continua su Calabria Ora, 22 maggio 2013)

COLPO INTXAUSTI!! Bruciati in volata Kangert e Niemec

Un giorno in maglia rosa e un successo di tappa per il basco Beñat Intxausti Elorriaga al Giro d’Italia 2013: e dopo Alex Dowsett nella prova a cronometro e l’impresa di Giovanni Visconti sul Galibier la Corsa Rosa parla ancora Movistar. Intxausti precede nello sprint a tre di Ivrea Tanel Kangert, sempre in testa al gruppo per Vincenzo Nibali perché della maglia rosa è il.. (continua su Calabria Ora, 22 maggio 2013)








Valloire (FRA) - Ivrea (238,0 km)
1 Benat Intxausti Elorriaga (Esp) Movistar Team 5:52:48
2 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team
3 Przemyslaw Niemiec (Pol) Lampre-Merida
4 Ramunas Navardauskas (Ltu) Garmin-Sharp 0:00:14
5 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:00:14
6 Franco Pellizotti (Ita) Androni Giocattoli 0:00:14
7 Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida 0:00:14
8 Rafal Majka (Pol) Team Saxo-Tinkoff 0:00:14
9 José Herrada Lopez (Esp) Movistar Team 0:00:14
10 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) Ag2R La Mondiale 0:00:14
11 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:00:14
12 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 0:00:14
13 Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) Euskaltel-Euskadi 0:00:14
14 Stefano Pirazzi (Ita) Bardiani Valvole-CSF Inox 0:00:14
15 Fabio Aru (Ita) Astana Pro Team 0:00:14
16 Fabio Andres Duarte Arevalo (Col) Colombia 0:00:20
17 Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:00:23
18 Francesco Manuel Bongiorno (Ita) Bardiani Valvole-CSF Inox 0:01:51
19 Hubert Dupont (Fra) Ag2R La Mondiale 0:01:51
20 Fabio Felline (Ita) Androni Giocattoli 0:01:51

Classifica generale
1 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 67:55:36
2 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:01:26
3 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:02:46
4 Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida 0:03:53
5 Przemyslaw Niemiec (Pol) Lampre-Merida 0:04:13
6 Mauro Santambrogio (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:04:57
7 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) Ag2R La Mondiale 0:05:15
8 Rafal Majka (Pol) Team Saxo-Tinkoff 0:05:20
9 Benat Intxausti Elorriaga (Esp) Movistar Team 0:05:47
10 Domenico Pozzovivo (Ita) Ag2R La Mondiale 0:07:34
11 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:07:43
12 Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:07:47
13 Franco Pellizotti (Ita) Androni Giocattoli 0:08:15
14 Robert Kiserlovski (Cro) RadioShack Leopard 0:08:19
15 Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) Euskaltel-Euskadi 0:08:36

UNA SQUADRA AL GIORNO:

Una sola asperità, ma all’inizio

Dopo il secondo ed ultimo giorno di riposo, la carovana del Giro d’Italia ritorna in Italia per l’ultima, massacrante, decisiva settimana. Il freddo e le salite sono ancora vivi nella mente dei ciclisti, che oggi dovranno scalare nuovamente il Moncenisio in una tappa mista. La dura salita iniziale rappresenta l’unica importante asperità di giornata, con la seconda salita posta a 18 km dal traguardo. Al pronti via, ecco che la strada sale verso il Col du Télégraphe: nessun problema, sono solo 2.6 km. Poi la discesa verso St. Michel de Maurienne farà rifiatare i corridori, la cui attenzione dovrà restare massima onde evitare eventuali cadute. Il primo falsopiano odierno farà da preludio alla salita che porterà la carovana in cima al Moncenisio: a differenza di due giorni fa, la salita è molto più breve e conta 10 km scarsi. In molti cercheranno di arrivare in cima per primi: il GPM di 1a categoria mette in palio punti preziosi per quanto riguarda la maglia azzurra di leader degli scalatori. Tagliato il traguardo, i girini affronteranno una discesa di quasi 26 km per arrivare a Susa, dove ad attenderli ci sarà un nuovo falsopiano lungo stavolta una quarantina di chilometri ma comunque in leggera discesa. Rientrati in Italia, i ciclisti dovranno fare i conti con un tratto impegnativo. Salite e discese a ripetizione fino a Chiaverano, poi ecco lo strappo più importante di questa seconda parte di tappa. 5.8 km all’8.8%, con punte del 12%: la salita di Andrate, posta a meno di 20 km dal traguardo, potrebbe fare la differenza. Molti velocisti potrebbero perdere terreno e se un gruppetto di attaccanti andrà via difficilmente verrà ripreso: la discesa è molto tecnica e la strada si restringe, l’ideale per Nibali, ma arrivati a Nomaglio mancheranno ancora 8km al traguardo. La pianura potrebbe aiutare la rincorsa per riprendere eventuali fuggitivi, quindi c’è il rischio che fughe nate in salita muoiano qui, prima dello striscione finale. Se arriverà tra i primi, Cavendish potrà dire la sua.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 21 maggio 2013

NIBALI E’ IL RE: difficile battere il ragazzo del Sud

Alla partenza da Napoli gli addetti ai lavori si dividevano nell’indicare un proprio favorito per la vittoria finale. Il ricordo dello scorso Tour de France, misto alla forza della squadra di appartenenza, imponeva il nome di Wiggins. Ma c’è chi, alla vigilia del Giro, con una saggia tranquillità apriva gli occhi su un possibile principale avversario, senza numero di dorsale, del britannico. Un fattore X, nascosto agli occhi di molti ma importantissimo per chi, come lui, conosce alla perfezione ogni piccolo particolare di una lunga corsa a tappe come il Giro d’Italia: un fattore ben preciso, ovvero quello meteorologico. Certo, nessuno si aspettava quindici giorni tra acqua e neve, ma chi non ha sottovalutato questa possibilità adesso indossa la maglia rosa da oramai dieci giorni. Vincenzo Nibali, lo squalo dello Stretto, aveva messo in guardia sportivi e addetti ai lavori già in tempi non sospetti. In molti hanno storto il naso, forti della provenienza del leader Sky: nato a Gand ma cresciuto a Londra, Sir Bradley non ha scoperto sulle strade italiane il fenomeno della pioggia. Così, oltre a dover fare i conti con un Nibali in versione super, il vincitore dell’ultimo Tour de France ha dovuto lottare contro condizioni avverse ma soprattutto contro la paura. Già, quella paura che lo ha bloccato dopo la scivolata in discesa nel corso della settima tappa, la Marina San Salvo – Pescara: Sir Wiggins, preso dal panico, smette di pedalare ed esce così dai primi dieci in classifica. Ci rientra il giorno dopo grazie alla frazione a lui più congeniale, la cronometro di Saltara, ma i 3’ persi nella tappa di Treviso lo estromettono definitivamente dai giochi. Il giorno dopo arriva la decisione finale: Wiggins si ritira dal Giro a causa di una polmonite, ma quello che è emerso in queste due settimane è che il britannico, oltre alle cronometro, per vincere una grande corsa ha bisogno di condizioni atmosferiche ben precise. Lo stesso giorno ha alzato bandiera bianca un’altra delusione di questo Giro, ovvero il vincitore della scorsa edizione, Ryder Hesjedal: il canadese, che non ha mai impensierito Nibali, abbandona a causa di un virus. Altri possibili outsider sono già fuori dalla vittoria finale: Gesink ha 7’ di distacco, Samuel Sanchez ne ha 8’. La Radioshack, forte di Kiserlovski e Machado, sta fallendo l’obiettivo di far rientrare un suo corridore tra i primi cinque, mentre Uran ricopre i gradi di capitano solo da qualche giorno. Discorso diverso per Jeannesson, che si è ritirato in seguito alla caduta di Pescara.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 21 maggio 2013

Il leader è in grandi condizioni fisiche

E’ arrivato al Giro forte di una condizione strepitosa. Vincitore due settimane prima della partenza da Napoli del Giro del Trentino, Vincenzo Nibali è stato il nome più gettonato per la vittoria finale del Giro d’Italia dopo quello di Wiggins. Ha conquistato la maglia rosa dopo la crono di Saltara, e non sembra stia avendo grossi problemi di gestione. Anzi, Vincenzo non perde occasione per racimolare secondi importanti: è scattato nelle discese, ha accelerato per conquistare gli abbuoni e, per ultimo, ha lasciato vincere Santambrogio sul Jafferau accontentandosi di un prezioso secondo posto. E’ lui il padrone delle prime due settimane di questo Giro, è lui che sta dettando legge sulle salite più importanti: lo squalo dello Stretto è diventato, a suon di scatti, il principale protagonista di questa corsa rosa. L’uscita di scena di Wiggins non ha sminuito il primato conquistato, anche perché Nibali quest’anno ha già staccato diverse volte il britannico, e non solo in questi quindici giorni. Ha ammesso che vestire la maglia rosa non è semplice, perché se è vero che lui vorrebbe scattare su ogni salita, è anche vero che per portare la maglia rosa fino a Brescia deve “controllare” la sua indole. Aiutato da una squadra costruita su misura per lui (l’Astana si presenta al Giro senza velocisti), Nibali ha già esperienza di come ci si comporta in una corsa a tappe così lunga: nel 2010 ha vinto la Vuelta e nella sua carriera è salito sul podio di tutti e tre i grandi Giri. Quest’anno ha iniziato presto a vincere, portando a casa la sua seconda Tirreno-Adriatico, ma il suo vero obiettivo è tornare a Messina con la maglia rosa più importante, quella di Brescia.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 21 maggio 2013

Si entra nella settimana decisiva

Il Giro d’Italia entra nella sua terza e ultima settimana con una situazione di classifica difficilmente prevedibile alla partenza di Napoli. Non ci sono due dei ciclisti più attesi alla vigilia, ovvero il britannico Wiggins, vincitore dello scorso Tour de France, e il canadese Hesjedal. A fermare il leader della Sky una polmonite, mentre la Garmin ha perso il suo capitano a causa di un virus. Se da una parte questa 96esima edizione della corsa rosa ha perso due dei suoi principali protagonisti, dall’altra ha trovato il suo leader indiscusso, vero e proprio padrone di queste prime quindici tappe: Vincenzo Nibali, lo squalo dello Stretto, veste la maglia rosa da oramai dieci giorni grazie ad una tattica perfetta messa in atto in tutte le tappe fin qui disputate. Ha guadagnato in salita, in discesa e anche a cronometro: il portacolori dell’Astana, arrivando quarto nella prova contro il tempo di Saltara, ha guadagnato secondi e minuti importanti nei confronti di tutti i principali avversari. Il secondo posto di Wiggins vale solo per la storia della tappa: il suo ritiro ha ristretto la rosa dei candidati alla maglia rosa finale. L’elenco dei pretendenti alla vittoria conta comunque uomini temibili quanto determinati: Evans, Uran, Santambrogio e Scarponi hanno uno svantaggio che non supera i 4’, con l’australiano secondo in classifica ad 1’26” da Nibali. Le prime due settimane hanno riservato grosse sorprese agli sportivi, che oggi potranno prendersi un pomeriggio di libertà grazie alla seconda giornata di riposo prevista dal programma. Si riprenderà domani con la Valloire-Ivrea di 238 km, mentre mercoledì i girini affronteranno la Caravaggio-Vicenza, di 214 km. Giovedì la cronoscalata che porterà a Polsa, poi le due giornate più dure: Gavia, Stelvio (Cima Coppi), Val Martello venerdì e Costalunga, San Pellegrino, Giau, Tre Croci e Tre Cime di Lavaredo sabato. Sarà proprio dopo l’arrivo di Auronzo di Cadore che sapremo il nome del vincitore di questo Giro, che verrà incoronato il giorno successivo al termine della tappa per velocisti di Brescia.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 20 maggio 2013

EROE VISCONTI!!! E’ re del Galibier dopo Pantani

Il Galibier è il valhalla del ciclismo dove riposano le memorie di Marco Pantani, che quindici anni fa scrisse la pagina più bella della storia del Tour de France strappando in assolo la maglia gialla a Ulrich, e dove si sublimò la disputa del sacramento, quella tra Fausto Coppi e Gino Bartali che proprio qui si scambiarono la borraccia della foto del secolo. Perché sul Galibier Coppi e Bartali sono i depositari della leggenda, come Bragi e Odino. Il Galibier si deve fare nonostante gli spaventi e le cancellazioni di ieri, la neve e le slavine, il freddo e la bruma e se non si può arrivare in cima anche meglio perché il nuovo traguardo è tutto per Pantani e la sua stele (Pantani Forever) che rischiara Les Granges e la Francia ce lo presta per l’omaggio della maglia rosa. Vince Giovanni Visconti, nato il 13 gennaio, lo stesso giorno di Marco: un successo inseguito da sempre, dalla prima partecipazione al Giro d’Italia del 2007, e dopo un anno durissimo di cadute, ritiri, depressioni e classiche tenebra. Nella fuga per novanta chilometri dalla cima del Moncenisio e in assolo sul Telegraphe, il due volte campione nazionale resiste sul Galibier senza voltarsi, fendendo il freddo e la neve, le braccia rarefatte al cielo delle Alpi. Secondo a 42 secondi, ed è la terza volta dopo Montasio e Firenze, il quarto podio perché ieri terzo, Carlos Betancur per sfilare grazie all’abbuono la maglia bianca a Rafal Majka, polacco quinto dietro al connazionale Niemiec. Quinto a 47” Fabio Duarte, a pochi metri (+54”) arrivano chiudendo la top-ten i primi cinque della classifica generale: nell’ordine di tappa Michele Scarponi, Vincenzo Nibali, Cadel Evans, Mauro Santambrogio e Rigoberto Uran. La maglia rosa mostra una splendida tenuta nel giorno in cui Visconti diventa re per una notte: per Nibali lo scettro è già pronto a Brescia. La quindicesima tappa del Giro d’Italia 2013 subisce una riduzione di 4 chilometri con traguardo francese spostato dalla cima del Col du Galibier a Les Granges, Monumento Pantani: non si percorreranno quindi gli ultimi 4,250 metri per inagibilità con arrivo a quota 2.094 anziché 2.301. Frazione di 145 chilometri da Cesana Torinese con Moncenisio - Gran Premio della Montagna di Prima Categoria al 6% con punte del 10% per 25 chilometri, primi 19 km. in territorio italiano e ultimi 8 francesi - Col du Telegraphe (Gpm2 di 12 km. al 7% con 11% di pendenza massima) e il Galibier "ridotto" a 14 chilometri (6,5%, max. 11%). Traguardi Volanti ad Aussois (km. 90) e Les Verneys del chilometro 134: sul Galibier il terzo arrivo in salita dopo Montasio e lo Jafferau. Terzo di sei con cronoscalata e ultimi fuochi a Ponte di Legno-Val Martello (con Gavia e Stelvio) e le Tre Cime di Lavaredo (Costalunga, San Pellegrino, Giau e Tre Croci) per un finale durissimo prima della passerella bresciana. Due istantanee per la mimesi distesa della corsa: Luca Paolini allunga sulla testa del gruppo per due parole col ct della Nazionale Paolo Bettini sull’auto della Direzione mentre in zona ammiraglie lo svedese Ludviggson della Argos Shimano impenna la bici a favore di telecamera. La corsa si fa in Francia: i soliti Chalapud e Jackson Rodriguez insieme a Giovanni Visconti e Stefano Pirazzi allungano per i punti del Gpm1, classifica scalatori con la maglia azzurra a precedere in cima al Moncenisio il “sempre in fuga” della Team Colombia e Pieter Weening , l’olandese della Orica GreenEdge che in discesa verso Sollieres fa subito il vuoto sul gruppo mentre a Lanslebourg rientrano i diretti inseguitori: Stefano Pirazzi e Manuel Bongiorno della Bardiani Valvole, Giovanni Visconti (Movistar) Matteo Rabottini (Vini Fantini), Rubiano Chavez (Androni Venezuela) e Robinson Chalapud del Team Colombia. Sette battistrada con 5 minuti di vantaggio sul gruppo maglia rosa a sessanta dall’arrivo, 6 minuti dieci chilometri più avanti quando Rubiano Chavez sprinta ad Aussois, Traguardo Volante, per i punti maglia rossa. Il gap inizia a sgretolarsi negli unici diecimila metri in piano fino a Saint Michel de Maurienne perché la AG2R La Mondiale aumenta l’andatura per Carlos Betancur ma a meno venti, quando inizia il Telegraphe, i battistrada conservano un tesoretto di 2 minuti di gap. Sui primi metri del Gpm2, i più duri del Col du Telegraphe con punte dell’11%, si muovono Gesink, Kiserlovski, Egoi Martinez, Sergio Henao e Danilo Di Luca mentre a - 25 km. comincia l’assolo di Giovanni Visconti ed è l’inizio della fine a un anno dal ritiro di Piani Resinelli, dopo una stagione terribile e una prima settimana di Giro 2013 sempre nelle cadute (anche se in maglia azzurra). Meno venti, Visconti è in cima al Telegraphe, Pirazzi scollina dopo 50" con Matteo Rabottini e Weening; contrattaccanti a 2 minuti e gruppo a 3': la gloria sul Galibier resistendo a Wilko Kelderman e al ritorno della maglia rosa che a meno duemila scatta con Scarponi ma per i leader ormai è troppo tardi perché Giovanni Visconti, che non vinceva dal Gran Premio Primavera 2012, ha scelto il giorno più bello per ricominciare.

Fonte: Calabria Ora 20 maggio 2013

Cesana Torinese - Col du Galibier (FRA) (149,0 km)
1 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team 4:40:48
2 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) Ag2R La Mondiale 0:00:42
3 Przemyslaw Niemiec (Pol) Lampre-Merida 0:00:42
4 Rafal Majka (Pol) Team Saxo-Tinkoff 0:00:42
5 Fabio Andres Duarte Arevalo (Col) Colombia 0:00:47
6 Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida 0:00:54
7 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 0:00:54
8 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:00:54
9 Mauro Santambrogio (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:00:54
10 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:00:54
11 Robert Kiserlovski (Cro) RadioShack Leopard 0:00:54
12 Damiano Caruso (Ita) Cannondale Pro Cycling 0:00:58
13 Franco Pellizotti (Ita) Androni Giocattoli 0:00:58
14 Wilco Kelderman (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:01:00
15 Yury Trofimov (Rus) Katusha 0:01:00
16 Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) Euskaltel-Euskadi 0:01:06
17 Danilo Di Luca (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:01:09
18 Darwin Atapuma Hurtado (Col) Colombia 0:01:24
19 Benat Intxausti Elorriaga (Esp) Movistar Team 0:01:24
20 Eros Capecchi (Ita) Movistar Team 0:01:27

Classifica generale
1 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 62:02:34
2 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:01:26
3 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:02:46
4 Mauro Santambrogio (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:02:47
5 Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida 0:03:53
6 Przemyslaw Niemiec (Pol) Lampre-Merida 0:04:35
7 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) Ag2R La Mondiale 0:05:15
8 Rafal Majka (Pol) Team Saxo-Tinkoff 0:05:20
9 Domenico Pozzovivo (Ita) Ag2R La Mondiale 0:05:57
10 Benat Intxausti Elorriaga (Esp) Movistar Team 0:06:21
11 Robert Kiserlovski (Cro) RadioShack Leopard 0:06:42
12 Yury Trofimov (Rus) Katusha 0:07:25
13 Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:07:38
14 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:08:09
15 Franco Pellizotti (Ita) Androni Giocattoli 0:08:15

UNA SQUADRA AL GIORNO:

Ci sarà l’arrivo sul Galibier?

E’ allarme meteo al Giro d’Italia: dopo le problematiche registrate ieri con l’annullamento del Sestriere, è iniziato un caotico tam-tam di notizie sulla tappa odierna. L'intenzione di RCS Sport è quella di arrivare alla stele di Marco Pantani, posta sul Galibier, ma la prefettura francese ha già deciso: il Col du Galibier non è transitabile, dunque il Giro d’Italia perde una delle montagne più importanti inserite in questa 96esima edizione. Lo si doveva affrontare dal versante di Valloire, in modo da ripercorrere quelle stesse strade che hanno fatto la storia del Tour de France del ’98, quando Marco Pantani scattò per andare a prendersi la maglia gialla in cima all’Alpe d’Huez: l’ultima parola sulla sua percorrenza verrà presa solo dopo gli incontri tra Mauro Vegni, direttore tecnico del Giro d’Italia, e le prefetture francesi e italiane, anche se un ribaltamento della situazione, visto anche il tempo previsto, sembra davvero impossibile. Brutto colpo sia per gli organizzatori sia per i tanti appassionati del grande ciclismo: il Galibier avrebbe fatto sicuramente la storia di questo Giro d’Italia anche grazie ai suoi 18 km con pendenza media del 6.8% e 11% di massima. Le brutte notizie riguardanti la frazione odierna non finiscono qui: l’organizzazione spera di recuperare il tratto del Moncenisio (26 km al 6.2% con 10% di pendenza massima), prima delle tre cime previste nel programma della 15esima tappa. Il Giro approda in Francia ma le condizioni meteo sulla cima non sono delle migliori, a causa delle forti nevicate degli ultimi giorni. All’ottimismo è contrapposto uno scontato piano B, che prevede lo svolgimento della corsa nel tratto della valle sottostante. Sembra percorribile invece il Col du Télégraphe: in origine posta dopo 126.1 km di corsa, potrebbe essere l’unica montagna di giornata. 12 km al 7.2% di pendenza media con punte dell’11%, il Télégraphe farà sicuramente una grande selezione, soprattutto se resterà l’unica salita. Improbabile l’annullamento della tappa, solo domattina sarà reso noto il percorso ufficiale.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 19 maggio 2013

UNA TAPPA EPICA!! Sotto la neve c’è Santambrogio

Vince il capitano della Vini Fantini Mauro Santambrogio e quando il gioco si fa duro, Vincenzo Nibali ipoteca la maglia rosa... Doveva “semplicemente” essere la giornata del secondo traguardo in salita del Giro 2013 o la prima frazione di una due giorni durissima con arrivo in Francia e invece è diventato un sabato drammatico per tutti, ciclisti e operatori, nessuno escluso. Pioggia battente su tutta la corsa, neve all'arrivo in quota con temperature vicine allo zero, nuvole basse e visibilità ridottissima senza immagini per gli elicotteri rimasti a terra e un brutto incidente per una separazione delle sedi stradali nei primi chilometri: dal Lombardia al Giro d'Italia passando per Milano-Sanremo e Tirreno Adriatico, è l'Italia che resiste. Quattordicesima tappa con arrivo in salita e percorso modificato prima della partenza perché il Sestriere è inagibile e il primo Gpm della frazione (16,3 chilometri di seconda categoria al 4%) viene cancellato per decisione degli organizzatori e della Giuria del Giro d'Italia dopo il consulto con le autorità. Le condizioni meteo non garantiscono la sicurezza dei corridori e a Pinerolo (km. 70) la Corsa Rosa devia in val di Susa con rifornimento a Inn rientrando sul disegno iniziale del tracciato a Oulx con arrivo a Bardonecchia e traguardo in cima allo Jafferau a quota 1.908 metri, Gran Premio della Montagna di Prima Categoria per 7,3 chilometri al 9% di pendenza media e punte del 14%. I chilometri della tappa piemontese passano da 168 a 180 perché dopo la Milano- Sanremo e la Gand-Wevelgem classiche mutilate anche la prima delle grandi corse a tappe cade nella morsa del freddo. La quattordicesima tappa del Giro d'Italia è partita alle12:40 da Cervere, dove lo scorso anno vinse Mark Cavendish in maglia iridata, senza Gert Steegmans (Omega Pharma), Jack Bobridge (Blanco), Daniele Bennati e Karsten Kroon della Saxo-Tinkoff e con quattro attaccanti per una fuga Made in Italy - Matteo Trentin (Omega-Pharma), Daniele Pietropolli (Lampre), Sonny Colbrelli (Bardiani Valvole) e l'ex-maglia rosa Luca Paolini della Katusha - grazie al forcing del chilometro 14 insieme a Weening, Stetina ed Egoi Martinez che scivolano e rientrano in gruppo. Prima dei meno cento una bruttissima caduta coinvolge Enrico Battaglin, che ha vinto la quarta tappa a Sella San Bruno, e Alessandro Vanotti dell'Astana subito costretti al ritiro mentre il terzo corridore coinvolto nella caduta, il colombiano Chalapud protagonista per molti chilometri nella frazione “mondiale” di Firenze, riparte contuso: fatale un cartello di spartitraffico nelle condizioni di forte pioggia e bassa visibilità per i corridori dalla partenza. Battaglin ha un trauma toracico con frattura delle coste mentre per Vanotti si sospetta una frattura clavicolare e intanto al rifornimento di Inn del km. 103 si ritira anche David Millar della Garmin Sharp. Meno cinquanta all'arrivo con 42 km/h di media dopo tre ore di corsa e vantaggio massimo di 9'50 per i quattro battistrada italiani - Colbrelli, Pietropolli, Trentin e Luca Paolini - che vedranno il loro distacco gradualmente ridursi a partire da Susa (gap 8'30) con una ventina di corridori a perdere il contatto dalla maglia rosa di Nibali sulle prime pendenze della frazione senza Sestriere. Meno trenta (gap 6'50) con primi problemi per Matteo Trentin che fatica a tenere la ruota dei compagni di fuga e dovrà staccarsi per una foratura a dieci chilometri dall'arrivo. A Oulx si rientra sul tracciato originale con ancora 5 minuti di vantaggio per Colbrelli, Pietropolii e Paolini in ordine di passaggio sul secondo Traguardo Volante di Bardonecchia (lo stesso del primo di Pinerolo al km. 70), un minuto in meno di gap quando inizia l'ascesa verso il traguardo di Jafferau. Gpm1 di Jafferau: nei primi metri si stacca un po' a sorpresa Daniele Pietropolli che cercherà per due volte a rientrare sulla testa della corsa perdendo definitivamente le ruote di Paolini e Colbrelli a un chilometro dall'arrivo. A meno quattro Diego Rosa e Franco Pellizotti escono dal gruppo trainato da Di Luca con 3' di ritardo dai due battistrada che da qui perderanno un minuto al chilometro e saranno ripresi a settecento metri dal traguardo. A due chilometri dall'arrivo scatta Vincenzo Nibali con a ruota Santambrogio e Carlos Betancur: non risponde nessun altro, fuga chiusa e cambi regolari per gli ultimi mille metri fra la maglia rosa e il capitano Vini Fantini mentre tutti si aspettano l'ultimo fuoco del colmbiano AG2R che però questa volta ha le polveri bagnate e prima dell'ultimo tornante un cenno d'intesa sancisce il risultato, anzi, i verdetti della tappa: vince Santambrogio, Nibali fa il vuoto in classifica generale perché dopo Betancur (+9” per il terzo gradino dopo i secondi posti di Firenze e Montasio) e Samuel Sanchez arrivano i suoi più diretti inseguitori, Rigoberto Uran e Cadel Evans, a mezzo minuto. Che letto fra le righe degli abbuoni significa +1'26 su Evans e +2'46 sul nuovo capitano Sky in classifica generale (Santambrogio quarto a un secondo dal podio) e scava un abisso su Michele Scarponi staccato di quasi 4 minuti: il Giro di Nibali non cambia perché se nasci attaccante non puoi nasconderti.

Fonte: Calabria Ora 19 maggio 2013

Cervere - Bardonecchia (Jafferau) (168,0 km)
1 Mauro Santambrogio (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 4:42:55
2 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
3 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) Ag2R La Mondiale 0:00:09
4 Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) Euskaltel-Euskadi 0:00:26
5 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:00:30
6 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:00:33
7 Domenico Pozzovivo (Ita) Ag2R La Mondiale 0:00:33
8 Robert Kiserlovski (Cro) RadioShack Leopard 0:00:33
9 Sonny Colbrelli (Ita) Bardiani Valvole-CSF Inox 0:00:55
10 Damiano Caruso (Ita) Cannondale Pro Cycling 0:00:58
11 Rafal Majka (Pol) Team Saxo-Tinkoff 0:00:59
12 Yury Trofimov (Rus) Katusha 0:00:59
13 Franco Pellizotti (Ita) Androni Giocattoli 0:01:04
14 Diego Rosa (Ita) Androni Giocattoli 0:01:08
15 Przemyslaw Niemiec (Pol) Lampre-Merida 0:01:08

Classifica generale1 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 57:20:52
2 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:01:26
3 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:02:46
4 Mauro Santambrogio (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:02:47
5 Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida 0:03:53
6 Przemyslaw Niemiec (Pol) Lampre-Merida 0:04:55
7 Domenico Pozzovivo (Ita) Ag2R La Mondiale 0:05:12
8 Rafal Majka (Pol) Team Saxo-Tinkoff 0:05:32
9 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) Ag2R La Mondiale 0:05:39
10 Benat Intxausti Elorriaga (Esp) Movistar Team 0:05:51
11 Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:06:40
12 Robert Kiserlovski (Cro) RadioShack Leopard 0:06:42
13 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Sky Procycling 0:07:06
14 Yury Trofimov (Rus) Katusha 0:07:19
15 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:07:36

UNA SQUADRA AL GIORNO:

In salita si lascia spazio ai fuggitivi

Dopo lo splendido poker del folletto mannese naturalizzato britannico Mark Cavendish, il Giro d’Italia ritrova le salite. E ritrova le pendenze che contano senza due degli attori più importanti di questa 96esima edizione: Wiggins ed Hesjedal. Se la Garmin puntava tutto sul vincitore della passata edizione, adesso la Sky Procycling animerà la corsa attraverso il suo nuovo capitano, Rigoberto Uran Uran. Il Giro d’Italia non perderà di certo il suo fascino, anche perché se è vero che la rosa degli uomini da controllare si è così ristretta, i nomi che oggi daranno battaglia alla maglia rosa Vincenzo Nibali sono ancora diversi e temibili: Cadel Evans, Robert Gesink, Michele Scarponi, oltre il colombiano già citato, verranno nominati più volte durante la cronaca della tappa odierna. La Cervere- Bardonecchia conta 168 km e prevede il secondo arrivo in salita di questa corsa rosa. Si arriva su Jafferau, traguardo che ricorda il duello Merckx-Fuente del 1972: oggi come allora l’antipasto è sempre lo stesso, e prende il nome di Sestriere. Si fa sul serio al Giro d’Italia, anche se quella odierna è una tappa breve, che prevede una prima parte in pianura fino al traguardo volante di Pinerolo, posto dopo 70.7 km. Da qui, per i velocisti e per molti altri, inizierà il calvario. La strada inizia a salire fino ai 2035 metri del Sestriere, dove vi è posto il primo GPM di giornata, di 2a categoria: è una salita comunque abbordabile, lunga 16 km con un dislivello di 612 metri; la sua pendenza media è del 3.8%, massima del 9%. La discesa permetterà a qualcuno di rientrare, ma il Sestriere può sempre rimanere nelle gambe. Da Oulx un falsopiano porta a Bardonecchia: dopo un giro nella città, ecco l’ascesa finale verso lo Jafferau, dove vi è posto il secondo GPM, stavolta di 1a categoria. Sette chilometri e poco più di salita mista a tattica: già, domani ci saranno Moncenisio, Telegraphe e Galibier e bisognerà vedere quali strategie adotteranno oggi le squadre degli uomini di classifica. Qualche fuggitivo potrebbe cercare gloria proprio su queste strade.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 18 maggio 2013

E SONO QUATTRO!!! Cavendish ci ha preso gusto

Con un Mark Cavendish così, i ritiri (contemporanei) di Ryder Hesjedal e Bradley Wiggins fanno molto meno male. Perché il Giro d’Italia che perde due grandi protagonisti, partiti da Napoli con il chiaro intento di arrivare a Brescia in maglia rosa, non ha il tempo di ‘piangere’ i due campioni. Deve subito tornare concentrato e applaudire ancora una volta la straordinaria forza esplosiva di Mark Cavendish: il velocista britannico dell’Omega Pharma-QuickStep si impone (senza treno) anche a Cherasco conquistando così il quarto successo (su quattro) in questa edizione del Giro. Salgono a 101 le sue vittorie in carriera, 14 ottenute solo nella Corsa Rosa. Nasce appena dopo 18 km l’azione che poi caratterizzerà tutta questa 13esima tappa. Lastras (Movistar),Ermeti (Androni), Bak (Lotto), Hondo (RadioShack), Boem (Bardiani), Andriato (Fantini) e Ludvigsson (Argos), questi i nomi degli attaccanti, provano l’azione già dopo 18 km. Il gruppo maglia rosa lascia fare, il più pericoloso è Hondo, lontano però da Nibali un’ora e ventidue minuti. In pochi chilometri i battistrada arrivano a guadagnare oltre 12 minuti nei confronti del plotone principale, che nel frattempo registra due cadute senza conseguenze: coinvolti prima Bobridge e Le Bon, quindi Atapuma e Christensen. A metà percorso un paio di trenate dell’Omega Pharma Quick Step dimezzano rapidamente lo svantaggio che, dai 90 km all’arrivo in poi, non salirà mai più sopra i 5’. Dai 60 km all’arrivo al comando si porta anche l’Orica GreenEdge, e il vantaggio dei battistrada, all’inizio dell’unico Gpm in programma, la salita di 3a categoria di Tre Cuni, è inferiore al minuto. Qui a ‘fare la corsa’ è la Vini Fantini di Luca Scinto, che cerca di far saltare Cavendish scattando a più riprese in testa al gruppo, ma senza fortuna. Davanti restano in 3, Lastras, Bak e Boem, raggiunti poco dopo da un'altra decina di uomini che vanno in avanscoperta sullo strappo di Barolo. L’Omega Pharma Quick Step tiene fino a quando può, poi però gli uomini di Cavendish devono cedere. Con loro mollano anche Modolo, Gavazzi e Ferrari. Non Cannonball, che dimostra ancora una volta di godere di una forma eccezionale in questa fase dell’anno. Gli ultimi chilometri vedono alternarsi al comando Orica GreenEdge e Cannondale, ma - nella volata finale - è di Cavendish lo spunto migliore. Il fulmine dell’Isola di Man, che negli ultimi metri è senza compagni di squadra, fa tutto solo, ma riesce comunque a vincere la volata della 13esima tappa, la più lunga di tutto il Giro con i suoi 254 km complessivi, davanti a Nizzolo e Mezgec. Viviani, che parte troppo tardi, chiude al quinto posto. Nessun problema per Vincenzo Nibali, che conserva senza grossi patemi la maglia rosa di leader della generale e nel finale va anche a chiudere su un timido tentativo di Intxausti. La battaglia, per gli uomini di classifica, comincia domani: l’arrivo è particolarmente duro, si scala il Sestriere e poi il Jafferau. E il giorno dopo bisognerà fare i conti con il Galibier.

Fonte: Calabria Ora, 18 maggio 2013

Busseto (Roncole Verdi) - Cherasco (254,0 km)
1 Mark Cavendish (GBr) Omega Pharma-Quick Step 6:09:55
2 Giacomo Nizzolo (Ita) RadioShack Leopard
3 Luka Mezgec (Slo) Team Argos-Shimano
4 Brett Lancaster (Aus) Orica-GreenEdge
5 Elia Viviani (Ita) Cannondale Pro Cycling
6 Manuel Belletti (Ita) Ag2R La Mondiale
7 Daniele Bennati (Ita) Team Saxo-Tinkoff
8 Filippo Pozzato (Ita) Lampre-Merida
9 Anthony Roux (Fra) FDJ
10 Miguel Angel Rubiano Chavez (Col) Androni Giocattoli
11 Robert Hunter (RSA) Garmin-Sharp
12 Marco Marcato (Ita) Vacansoleil-DCM Pro Cycling Team
13 Paul Martens (GER) Blanco Pro Cycling Team
14 Marco Canola (Ita) Bardiani Valvole-CSF Inox
15 Vicente Reynes Mimo (Esp) Lotto Belisol

Classifica generale
1 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 52:38:09
2 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:00:41
3 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:02:04
4 Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:02:12
5 Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida 0:02:13
6 Mauro Santambrogio (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:02:55
7 Przemyslaw Niemiec (Pol) Lampre-Merida 0:03:35
8 Benat Intxausti Elorriaga (Esp) Movistar Team 0:04:05
9 Domenico Pozzovivo (Ita) Ag2R La Mondiale 0:04:17
10 Rafal Majka (Pol) Team Saxo-Tinkoff 0:04:21
11 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Sky Procycling 0:05:06
12 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:05:08
13 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) Ag2R La Mondiale 0:05:26
14 Robert Kiserlovski (Cro) RadioShack Leopard 0:05:57
15 Yury Trofimov (Rus) Katusha 0:06:08

UNA SQUADRA AL GIORNO:

E’ una delle frazioni più semplici

Freddo, pioggia e tante sorprese prima della lunghissima tappa odierna, la Busseto- Cherasco. Ieri il Giro d’Italia ha mostrato ancora una volta di essere imprevedibile e che nulla può esser dato per scontato: la crisi di Wiggins è figlia di una condizione non al top, e questo cambierà sicuramente la storia di questa edizione della corsa rosa. Quest’oggi è previsto un solo gran premio della montagna, sintomo di un tracciato che, a meno di importanti sorprese, non inciderà su quella che è la classifica generale. Spazio dunque ai cacciatori di tappa, a tutti quei corridori oramai fuori dai giochi per la maglia rosa finale. La frazione, però, non è tra le più difficili, dunque potrebbe concludersi anche in volata: tutto dipenderà dalle condizioni meteo incontrate durante il percorso, dai distacchi maturati tra i probabili fuggitivi e il gruppetto delle ruote veloci, dalle squadre e dai nomi degli attaccanti di giornata. Il Giro renderà omaggio ai 200 anni della nascita di Giuseppe Verdi: si passerà davanti la casa di Verdi, e per realizzare ciò gli organizzatori hanno dovuto allungare un po’ la tappa, rendendo così la Busseto-Cherasco la più lunga tra quelle in programma in queste tre settimane. Nella prima parte il percorso è ondulato, i ciclisti attraverseranno le langhe povere, quelle care a Fenoglio. Il primo traguardo volante è quello di Castagnole delle Lanze (182.2 km), il secondo è posto ad Alba (201.5 km). Da qui inizierà la salita verso Tre Cuni, sede del primo e unico GPM di giornata (3a categoria): lo strappo, previsto quando al traguardo mancheranno poco più di 35 km, potrebbe suggerire qualche attacco. La sua pendenza media è del 4.8%, mentre la massima è dell’11%. Salita lunga ma pedalabile: diversi velocisti, tra i quali Cavendish e Modolo, potrebbero restare agganciati al gruppo principale in modo da potersi giocare il tutto per tutto nello sprint di Corso Einaudi, il cui asfalto è particolare: l’amministrazione ha allestito, nell’ultimo chilometro, un asfalto particolare, ottenuto dal riciclo di pneumatici.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 17 maggio 2013

martedì 21 maggio 2013

E’ INSAZIABILE!!! Cavendish fa festa ancora

Il velocista più forte del mondo (e forse di sempre) è lui, Mark Cavendish. Lo sprinter britannico fa cifra tonda a Treviso, nella tappa più corta di questo Giro d’Italia, appena 134 km ridotti poi in partenza a 129 per motivi di sicurezza, con una volata che mette insieme testa, tecnica e potenza: il successo è solare, netto. Agli avversari, Bouhanni secondo e Mezgec terzo, solo le briciole. La tappa vive sull’iniziativa di cinque attaccanti (Felline, Belkov, De Backer, Marcato e Lammertinks), che partono al km 0 (Marcato si aggiungerà poco dopo) e restano all’attacco fino a poche centinaia di metri dal traguardo. I battistrada, che avranno un vantaggio massimo di poco superiore ai 3’30’’, accarezzano a lungo il sogno di giocarsi il successo di tappa a Treviso, anche perché sul tracciato piove tantissimo e per il gruppo lanciarsi all’inseguimento non è semplice. Davanti non ci sono uomini di classifica: l’Astana si defila e lascia che a guidare il gruppo siano le squadre dei velocisti. Omega Pharma Quick Step, Argos Shimano e Cannondale si mettono davanti a “menare”, ma il vantaggio non scende come sperato. Serve un episodio per far sì che qualcun altro dia una mano là davanti. L’episodio è il ‘crollo definitivo di Wiggins’, che al termine dell’ultima salita si ritrova in coda al gruppo maglia rosa e in pianura perde le ruote dei migliori. La sua squadra, che inizialmente lo abbandona un po’ a se stesso, capita la situazione si stringe accanto al suo ex capitano (sì, perché nel frattempo il nuovo leader del Team Sky è diventato Uran, che resta davanti) e lo scorta fino all’arrivo. Dove Wiggins, che non sta bene e si vede, transiterà insieme ai suoi compagni a 3’35’’ dal vincitore di giornata. Con Wiggins in ritardo e in difficoltà, in testa al gruppo si porta la Bmc di Cadel Evans, che non commette l’errore di Nibali di qualche giorno fa e aumenta il ritmo per far uscire definitivamente di classifica il britannico. Il risultato delle trenate di Phinney è la progressiva diminuzione del vantaggio dei battistrada, che – all’inizio dell’ultimo passaggio sul circuito cittadino – hanno ancora 30’’ sul gruppo ora trainato dai compagni di squadra di Cavendish. Il treno dell’Omega Pharma Quick Step è perfetto: Trentin e Steegmans fanno un lavoro incredibile nei chilometri finale. Per Cavendish, che parte ai 200 metri dall’arrivo, è quasi più facile del solito andare a prendersi anche il traguardo di Treviso, il terzo di questo Giro d’Italia dopo l’esordio di Napoli e la volata di Margherita di Savoia. Per il fulmine britannico si tratta della vittoria numero 100 in salita. La cronaca della corsa racconta di una tappa affrontata in condizioni meteo davvero al limite: la pioggia che scendeva copiosa ha reso quasi impossibile la visibilità e, soprattutto nella prima parte del tracciato, i corridori hanno dovuto combattere anche contro il vento. Era la tappa dedicata a Longarone, sede di partenza della frazione odierna: 50 anni fa il paesino veneto fu spazzato via da un’onda di 100 metri che superò la diga del Vajont e portò morte e distruzione. Alle 22.39 di quel maledetto 9 ottobre del 1963 morirono quasi 2000 persone. La pioggia di ieri somigliava tanto a un pianto. Commosso. Commemorativo.

Redazione Sportiva Calabria Ora 17 maggio 2013


UNA SQUADRA AL GIORNO:

Articolo momentaneamente non disponibile

Carovana rosa da Longarone a Treviso

Dopo aver ospitato il passaggio dell’undicesima tappa, Longarone continua ad essere presente in quest’edizione del Giro d’Italia con la partenza della dodicesima tappa. Piccolo trasferimento, quasi impercettibile a dire il vero, per l’intera carovana nel pomeriggio di ieri dopo la frazione in memoria del Vajont, con soddisfazione di ciclisti e addetti ai lavori: quest’oggi i girini si muoveranno in direzione Treviso in un’altra giornata interlocutoria prima degli arrivi in salita previsti nel week-end. Il tracciato è relativamente corto, coi suoi 134 km la Longarone- Treviso è la seconda tappa in linea più corta del Giro d’Italia dopo la frazione iniziale, la Napoli-Napoli. I ciclisti non faranno grossa fatica, fatta eccezione di tre brevi salite e comunque lontane dal traguardo il percorso è quasi tutto in discesa. Non tragga in inganno l’altimetria: la salita che porta sul traguardo volante di Pieve D’Alpago è poco più che un cavalcavia, poi i due GPM sono entrambi di 4a categoria. Il primo dei due traguardi con punti in palio per la maglia azzurra è previsto dopo 57.3 km in località Muro di Ca’ del Poggio, il secondo dopo 93 km in località Montello-Smd Vittoria. Nonostante le pendenze massime siano in doppia cifra, le due salite sono comunque molto brevi. La prima prevede una pendenza media del 12% (16% la massima) lungo il chilometro e poco più di lunghezza, la seconda è il triplo più lunga (3.4 km) ma prevede una pendenza media del 6.3% con punte al 14%. Niente di insuperabile per le ruote veloci, chiamate quest’oggi ad offrire spettacolo sul traguardo del piazzale Burchiellati. Arrivati a Treviso è previsto un circuito di quasi 8 km, con lo striscione finale posto su di un rettilineo abbastanza ampio. Da segnalare una “S” ai 400 metri: per questo motivo l’organizzazione ha deciso di introdurre il circuito finale, in modo tale da far vedere l’arrivo al gruppo dei velocisti. Saranno loro, infatti, a giocarsi la volatona finale: favorito d’obbligo Mark Cavendish, ma i vari Viviani, Bouhanni, Goss, Gavazzi e Belletti promettono battaglia. Non ci saranno Degenkolb e Chicchi, ritirati.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 16 maggio 2013

Navardauskas: gran successo!!! Nibali resta rosa

Ramunas Navardauskas e il Giro d’Italia, l’amore continua. Lituano, 25enne, aveva già conosciuto la ribalta lo scorso anno: due giorni in maglia rosa, gloria riflessa per la prova della Garmin, vincitrice della crono a squadre. Stavolta la luce della ribalta il buon Ramunas se la prende tutta da solo: si dimostra il più bravo tra un bel gruppo che indovina, con il benestare dei big, la fuga di giornata. Una vittoria resa ancora più importante dal significato simbolico della giornata. Il ciclismo, uno degli sport tradizionalmente più sociali, non dimentica. La undecima frazione ricorda infatti la tragedia del Vajont, in cui morirono quasi 2000 persone, a 50 anni di distanza. C’è salita, la prima verso Sella Ciampigotto, è anche molto lunga, c'è quella finale: pendenze dolci sulle quali non vince uno scalatore, ma un bel passista. Nel curriculum bei risultati a cronometro, ma anche una vittoria alla Liegi-Bastogne- Liegi under che indica una certa tenuta sugli strappi. Dopo le fatiche del giorno prima i big non battagliano, va via la fuga degli uomini fuori classifica. Giusto, sbagliato? Premesso che non è generoso pretendere troppo, a patto ovviamente di averne non sarebbe stata una follia provare qualcosa per chi deve inseguire. Detto così, il “via libera per la fuga” è decisamente esemplificativo. In realtà la fase iniziale di gara è una sorta di prova su pista rovesciata sull’asfalto, una americana con tutti che attaccano per arrivare al giro di vantaggio. La prima ora di corsa se ne va a 53 all’ora, per arrivare a un drappello di una ventina di uomini ci vogliono una settantina di km. Sul visto per l’azione, il timbro di 20 squadre: mancano l’Astana, Lotto e Lampre. La prima custodisce con cura la maglia rosa di Vicenzo Nibali (a proposito, difesa serena), le altre restano semplicemente fregate. Probabili ritorsioni? Non sarebbe una sorpresa vederle in testa a tirare in maniera apparentemente inspiegabile nelle prossime tappe. C’è invece Bonnafond della Ag2R: una risposta caratteriale del team francese dopo il primo caso di doping, che ha riguardato il peraltro staccatissimo Georges. Ha preso un vasodilatatore, secondo la spiegazione ufficiale è malato: insomma, le solite cose da doping, diciamo o proviamo a dire da vecchio ciclismo con qualche incursione in quello attuale. Rieccoci alla fuga. Venti persone non vanno d’accordo, basta pensare a una qualunque assemblea condominiale. Tra i fuoriusciti c’è Petrov, vincitore tre anni fa della tappa bidone verso L’Aquila (per poco non decise il Giro), Pirazzi e Jackson Rodriguez (duellano per il punti della montagna), lo spagnolo Cobo, tornato medio anatroccolo, brutto ci è sembrato eccessivo, dopo aver vinto una Vuelta difficilissima. Ma sono altri quelli che incidono. Il tedesco Gretsch è quello che rompe gli indugi con un’azione lungo la prima lunga discesa. Danilo Di Luca, l’irrequieto, è quello che dà la scossa per cucire un margine che si va facendo pericolosamente ampio. Oss e Navardauskas, quelli che hanno la gamba per riprendere il fuggitivo. Trio che diventa ben presto coppia, poi cede anche Oss e parte l’assolo a circa cinque km dall’arrivo. Ride Navardauskas e ride anche il compagno di squadra della Garmin, Ryder Hesjedal: anche oggi il canadese ha sofferto molto ma ha stretto i denti. Stavolta è lui a godere di luce riflessa. Chiusura col vincitore di tappa, il lituano Ramunas Navardauskas: «E’ stata una lunga giornata ma sono molto felice. Tutta la squadra ha cercato di portarmi avanti, ce l’ho fatta e alla fine sono qua. Hesjedal molto felice per me? E’ un ragazzo simpaticissimo, mi ha sostenuto, ieri ha avuto una giornata difficile ma lui è felice per me come tutta la squadra. E questa vittoria è per tutta la squadra».

Redazione Sportiva Calabria Ora 16 maggio 2013

Tarvisio (Cave del Predil) - Vajont (Erto e Casso) (182,0 km)
1 Ramunas Navardauskas (Ltu) Garmin-Sharp 4:23:14
2 Daniel Oss (Ita) BMC Racing Team 0:01:08
3 Stefano Pirazzi (Ita) Bardiani Valvole-CSF Inox 0:02:59
4 Salvatore Puccio (Ita) Sky Procycling 0:03:07
5 Paul Martens (GER) Blanco Pro Cycling Team 0:03:07
6 Danilo Di Luca (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:03:07
7 Egoi Martinez De Esteban (Esp) Euskaltel-Euskadi 0:03:07
8 Serge Pauwels (Bel) Omega Pharma-Quick Step 0:03:10
9 Evgeny Petrov (Rus) Team Saxo-Tinkoff 0:03:11
10 Jackson Rodriguez (Ven) Androni Giocattoli 0:03:25
11 Juan Jose Cobo Acebo (Esp) Movistar Team 0:03:27
12 Vladimir Gusev (Rus) Katusha 0:03:30
13 Jens Keukeleire (Bel) Orica-GreenEdge 0:03:36
14 Frederik Veuchelen (Bel) Vacansoleil-DCM Pro Cycling Team 0:03:36
15 Guillaume Bonnafond (Fra) Ag2R La Mondiale 0:03:57

Classifica generale:
1 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 43:26:27
2 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:00:41
3 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:02:04
4 Bradley Wiggins (GBr) Sky Procycling 0:02:05
5 Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:02:12
6 Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida 0:02:13
7 Mauro Santambrogio (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:02:55
8 Przemyslaw Niemiec (Pol) Lampre-Merida 0:03:35
9 Benat Intxausti Elorriaga (Esp) Movistar Team 0:04:05
10 Domenico Pozzovivo (Ita) Ag2R La Mondiale 0:04:17
11 Rafal Majka (Pol) Team Saxo-Tinkoff 0:04:21
12 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Sky Procycling 0:05:06
13 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:05:08
14 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) Ag2R La Mondiale 0:05:26
15 Robert Kiserlovski (Cro) RadioShack Leopard 0:05:57

UNA SQUADRA AL GIORNO:

Articolo momentaneamente non disponibile

Una frazione adatta ai finisseur

Dopo del primo arrivo in quota, ecco una tappa adatta ai finisseur. Il Giro d’Italia non è solo ciclismo, è anche storia, memoria storica: nel cinquantennale della tragedia del Vajont, gli organizzatori hanno pensato di ricordare la tragedia del ’63 con l’arrivo dell’undicesima tappa, la Tarvisio-Vajont. Dopo il ricordo della tragedia di Marcinelle, nel 2006, ecco dunque un’altra tappa ricca di significato inserita nel programma della corsa rosa. La partenza sarà data da Tarvisio, dalle Cave del Predil, per ricordare i lavoratori della miniera, mentre l’arrivo è previsto nel piccolo comune di Erto e Casso, sulla diga del Vajont. La corsa rosa era già arrivata da queste parti nel ’76, precisamente a Longarone, dove vinse Simone Fraccaro, ma mai il Giro si era spinto fino alla diga. Quella odierna è la giornata adatta alle fughe da lontano: i 182 km propongono un percorso mosso e una lunga salita che termina al km 120, a più di 60 dal traguardo, con pendenza media attorno al 4%. Per la maglia rosa e per i leader delle varie squadre sarà una giornata di scarico: le formazioni che ancora non hanno vinto una tappa lanceranno all’attacco i propri uomini nella speranza che la fuga arrivi al traguardo. Non verranno lasciate andar via fughe con uomini di classifica: spazio dunque a tutti coloro che non hanno interessi di classifica, mentre i velocisti rimasti in corsa (Chicchi e Degenkolb si sono ritirati) risparmieranno energie in vista della tappa di domani, la Longarone-Treviso, frazione adatta alle ruote veloci. Dopo della partenza, i girini affronteranno la discesa che li porterà a Tarvisio, poi quattro chilometri in leggera salita e poi giù di nuovo fino a Carnia (60 km). I due traguardi volanti sono posti a Lozzo di Cadore (138.9 km) e a Pieve di Cadore (148.2 km). Gli italiani della Bardiani – CSF e della Vini Fantini – Selle Italia cercheranno di movimentare la corsa sin dall’inizio. Oltre ai vari Pellizotti, Di Luca, Visconti, attenzione a Pirazzi, Chalapud e Sella, tutti e tre a caccia di punti importanti per la maglia azzurra.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 15 maggio 2013

martedì 14 maggio 2013

L'arrivo della 10a tappa: per Hesjedal addio speranze di bis..

Questo Giro d’Italia parla colombiano: Rigoberto Uran si impone nella prima tappa di alta montagna di questa 96esima edizione della Corsa Rosa e scavalca Bradley Wiggins in classifica generale. Ora Uran è terzo, a 2’04’’ da un Vincenzo Nibali sempre più padrone della corsa. Il messinese dell’Astana chiude al terzo posto di giornata, andandosi a prendere anche l’abbuono per il piazzamento. Benissimo il duo dell’Ag2r La Mondiale, con Betacur secondo all’arrivo e Pozzovivo grande protagonista nel finale di corsa. Stantambrogio, Evans, il giovane Majka (Saxo Tinkoff) e Pozzovivo arrivano con la maglia rosa, a 31’’ da Uran. Wiggins, che arriva con Scarponi a 1’08’’ dal vincitore di giornata, accusa un’altra giornata-no, ma non si arrende. Chi cede definitivamente, invece, è Ryder Hesjedal, disperso già dopo la prima salita. Nasce dopo 30 km la fuga di questa prima tappa con arrivo in salita del Giro d’Italia 2013. Dopo una serie infinita di scatti e contro-scatti, si avvantaggiano 13 corridori nei confronti del gruppo maglia rosa. Tre gli italiani tra gli i battistrada, e vale la pena citarli tutti perché chi ci prova da lontano, e soprattutto in frazioni impegnative come questa, merita sempre un applauso particolare: Dekker, Rodriguez, Modolo, Tjallingii, Viviani, Brutt, Dehaes, Pauwels, Machado, Popovych, Bennati, Ligthart, Millar e Gatto. Con loro, che arrivano a guadagnare anche oltre 8’ (8’13’’) nei confronti del gruppo maglia rosa, c’era anche Sacha Modolo, che però si rialza praticamente subito. (Gpm di 1a categoria di 12.3 km di salita interrotti da 2mila metri di discesa. Passano poche centinaia di metri dall’inizio della salita e il Team Sky prende in mano la corsa. Wiggins manda davanti Zandio, che fa un’andatura pazzesca per tutta la salita: a perdere le ruote dei migliori soprattutto Ryder Hesjedal, che abbandona definitivamente ogni speranze di bissare il successo ottenuto lo scorso anno, ma anche Samuel Sanchez ed Henao si staccano a un paio di km dall’arrivo salvo poi rientrare al termine della discesa. Protagonista, in questa fase della corsa, è Franco Pellizotti, che attacca all’inizio della salita con il compagno di squadra Rosa e poi procede da solo alla caccia dei fuggitivi. Quando sta per cominciare l’ultima salita, Jackson Rodriguez ha un problema meccanico e viene ripreso da Pauwels. Si forma una coppia al comando: il gruppo maglia rosa è lontano 2’20’’. Pellizotti, allo scoperto dall’inizio della prima ascesa, decide di rialzarsi. Il plotone, di nuovo guidato dagli Sky di Wiggins, in effetti è lì, a poche centinaia di metri dalla sua maglia tricolore. Il gruppo, o quel che resta del plotone principale, torna compatto dopo poche rampe della salita finale. A fare l’andatura il bravissimo Zandio, che riceve presto il cambio da Cataldo. Ai -8km dall’arrivo, attacca Rigoberto Uran. Si pensa possa essere un’azione in funzione di Wiggins, e invece il colombiano se ne va da solo, con un passo regolare e senza strappi. Gli ultimi 4 km hanno dei punti al 20% e non si può correre il rischio di arrivare lì senza energie e con le gambe troppo dure. Uran, che vola verso una splendida vittoria di tappa, segue da lontano la battaglia del gruppetto principale, da dove esce prima Pozzovivo e poi allunga Betancur che va a conquistare un altro secondo posto. Nibali risponde colpo su colpo agli attacchi dei suoi avversari, guarda tutti in faccia e va addirittura a sprintare, oltre che il terzo posto finale, anche per il traguardo volante che gli porta 3’’ di abbuono. Segno che lo Squalo dello Stretto sta correndo, oltre che con le gambe, anche con la testa. Senza trascurare il cuore, come ci ha insegnato Paolini pochi giorni fa. Mentre Santambrogio, Evans, il giovane Majka e Pozzovivo chiudono con la maglia rosa, Wiggins e Scarponi chiudono con oltre un minuto di ritardo rispetto a Uran. Precipita infine Hesjedal, che arriva con oltre 21’ dal vincitore di giornata ed esce definitivamente di scena dalla classifica generale. Il modo peggiore per abdicare, per un corridore che, solo dodici mesi, festeggiava a Milano con la maglia rosa.

Redazione sportiva Calabria Ora 15 maggio 2013

Cordenons - Altopiano del Montasio (167,0 km)
1 URAN URAN Rigoberto COL SKY 4:37:42 abb. 26"
2 BETANCUR GOMEZ Carlos A. COL ALM 0:20 abb. 12"
3 NIBALI Vincenzo ITA AST 0:31 abb.12"
4 SANTAMBROGIO Mauro ITA VIN 0:31
5 EVANS Cadel AUS BMC 0:31
6 MAJKA Rafal POL TST 0:31
7 POZZOVIVO Domenico ITA ALM 0:31
8 KISERLOVSKI Robert CRO RLT 0:47
9 INTXAUSTI ELORRIAGA Benat ESP MOV 1:06
10 WIGGINS Bradley GBR SKY 1:08
11 NIEMIEC Przemyslaw POL LAM 1:10
12 SCARPONI Michele ITA LAM 1:10 abb. 2"
13 TROFIMOV Yury RUS KAT 1:10
14 GESINK Robert NED BLA 1:16
15 PELLIZOTTI Franco ITA AND 2:11
16 CARUSO Damiano ITA CAN 2:11
17 CATALDO Dario ITA SKY 2:11
18 KANGERT Tanel EST AST 2:25
19 HENAO MONTOYA Sergio Luis COL SKY 3:14
20 MOUREY Francis FRA FDJ 3:16
71 HESJEDAL Ryder CAN GRS 20:53

Classifica generale:
1 NIBALI Vincenzo ITA AST 38:57:32 0:00
2 EVANS Cadel AUS BMC 0:41
3 URAN URAN Rigoberto COL SKY 2:04
4 WIGGINS Bradley GBR SKY 2:05
5 GESINK Robert NED BLA 2:12
6 SCARPONI Michele ITA LAM 2:13
7 SANTAMBROGIO Mauro ITA VIN 2:55
8 NIEMIEC Przemyslaw POL LAM 3:35
9 POZZOVIVO Domenico ITA ALM 4:17
10 MAJKA Rafal POL TST 4:21
11 INTXAUSTI ELORRIAGA Benat ESP MOV 4:23
12 HENAO MONTOYA Sergio Luis COL SKY 5:06
13 KANGERT Tanel EST AST 5:08
14 BETANCUR GOMEZ Carlos A. COL ALM 5:26
15 KISERLOVSKI Robert CRO RLT 5:57
16 TROFIMOV Yury RUS KAT 6:08
17 PELLIZOTTI Franco ITA AND 6:55
18 SANCHEZ GONZALEZ Samuel ESP EUS 7:46
19 KRUIJSWIJK Steven NED BLA 8:06
20 VALLS FERRI Rafael ESP VCD 8:41
33 HESJEDAL Ryder CAN GRS 23:45

UNA SQUADRA AL GIORNO:

Primo (e inedito) arrivo in salita

Dopo le prime nove tappe, ecco il primo e inedito arrivo in salita. Questo Giro sta regalando grandi emozioni grazie alla protagonista principale, la pioggia: cadute e scivoloni hanno stravolto sia i pronostici sia i programmi delle varie squadre. E la tappa odierna sarà tutto tranne che monotona. Dopo il primo dei due giorni di riposo previsti in queste tre settimane di corsa rosa, la carovana riparte dalla periferia di Pordenone: la tappa è abbastanza breve e l’arrivo, previsto dopo 167 km sul Montasio, sarà l’occasione per capire chi il Giro non lo vincerà. I distacchi in classifica sono ancora contenuti, ma le pendenze che i girini incontreranno quest’oggi metteranno fuori gioco parecchi corridori. La rosa degli uomini che possono lottare per la classifica finale sarà data dopo due GMP di 1a categoria, il primo posto dopo 117.4 km, il secondo sul traguardo finale di Altopiano del Montasio. Dopo aver affrontato il rifornimento di Tolmezzo (81.0 km) e il traguardo volante di Paularo (102.6 km), i corridori saranno chiamati ad affrontare la salita che porta a Passo Cason di Lanza: più di 12 km all’8.5% di pendenza media col 16% di pendenza massima. La discesa successiva che terminerà a Chiusaforte non sarà facile da affrontare: qui Wiggins dovrà dare il meglio di sé, mentre Nibali potrà provare a staccare il britannico, apparso in netta difficoltà nelle discese. Una serie di tornanti, in parte in galleria, a 8 km dal traguardo, faranno da antipasto a quella che sarà l’ascesa finale: subito dopo Sella Nevea, le pendenze medie sono dell’8%, ma le massime arrivano al 20%. Negli ultimi 2 km la strada spiana leggermente, sarà comunque troppo tardi per recuperare. Anche quest’oggi è prevista una fuga iniziale, difficilmente però gli attaccanti di giornata riusciranno a difendersi dal ritorno del gruppo, pilotato dai più forti gregari degli uomini di classifica. Chi vuole vincere il Giro oggi verrà allo scoperto: Nibali dovrà stare attento ai vari Evans, Scarponi, Gesink, Santambrogio. Anche Hesjedal è molto atteso dopo una settimana da dimenticare.

Alessandro Marcianò, autore del blog "Il treno di Berna"

TAPPA A BELKOV!! Crisi Hesjedal, Wiggins arranca

Un cronoman in trionfo nella tappa del primo Gpm1 e un secondo al traguardo con le braccia al cielo plumbeo di Firenze: al Giro 2013 le sorprese non finiscono mai... In Toscana vince Maxim Belkov, che vive a Prato, completando un assolo di cinquanta chilometri dopo 140 di fuga. Come alla Strade Bianche, quando venne ripreso dal gruppo a meno dieci per il successo di Moser, ma con miglior esito: ditelo a Carlos Betancur, colombiano AG2R, che scatta a Fiesole, riprende Ludvigsson, brucia il connazionale Jarlinson Pantano in Viale dei Colli ed esulta sul traguardo di Piazza Michelangelo. Come alla Roma Maxima, quando la figuraccia la fece Pippo Pozzato secondo (senza radiolina) dietro a Blel Kadri. La nona frazione di 170 chilometri da Sansepolcro a Firenze presenta il primo Gran Premio della Montagna di prima categoria della Rosa 2013 e l’arrivo sul circuito che ospiterà, anche se percorso a ritroso, il prossimo Mondiale. Due lunghe salite di Passo della Consuma (Gpm2 di 17 km. al 4% con punte del 10%) al chilometro 81 e Vallombrosa (Gpm1 di novemila metri fino al 12%) 25 km. più avanti fra i Traguardi Volanti di Bibbiena di Bibbiena (km. 50) e Pontassieve (km. 132). Più vicini all’arrivo (ma meno duri) i Gpm di Vetta le Croci (cat. 3 di 7,6 chilometri al 5%) e Fiesole di quarta categoria (3 km. con punte dell’11%) prima del traguardo "mondiale". Firenze riabbraccia il Giro: nel 2009 vinse Mark Cavendish in volata su Petacchi per completare il tris Rosa nell’anno magico della Milano-Sanremo e delle 6 tappe al Tour de France. Strada toscana segnata dalla pioggia e tutta dedicata alla memoria di Gino Bartali: nato a Ponte a Ema e morto a Firenze nel maggio del 2000, tre Giri d’Italia e due Tour de France tra il 1936 e il ‘48, Bartali è una leggenda del ciclismo italiano. Si parte a a Sansepolcro alle 12:45 con fuga al chilometro 25 per 12 battistrada: Fabio Felline (Androni), Stefano Pirazzi (Bardiani Valvole), Robinson Chalapud (Colombia), Jarlinson Pantano (Colombia), Ricardo Mestre (Euskaltel), Maxim Belkov (Katusha), Giovanni Visconti (Movistar Team), Michal Golas (Omega Pharma), Tobias Ludvigsson (Argos Shimano), Evgeni Petrov (Saxo-Tinkoff), Juan Manuel Garate - spagnolo della Blanco che con 5’42 di ritardo da Nibali sarà maglia rosa virtuale – e Alessandro Proni dell’immancabile Vini Fantini. Pirazzi allunga sui Gpm per il bottino punti maglia scalatori, Belkov fa lo stesso per la maglia rossa sui traguardi volanti e dai meno cinquanta il russo attacca in solitaria mentre i soli Chalapud, Pirazzi, Golas, Ludvigsson e Fabio Felline scampano a Vallombrosa fra i diretti inseguitori. Wiggins si stacca dopo il Gpm1 perché l’asfalto bagnato della discesa verso Pontassieve è un altro spauracchio per il britannico: a meno trenta Belkov accumula 3 minuti sui primi inseguitori - Visconti, Petrov e Garate rientrano su Chalapud, Pirazzi, Golas, Ludvigsson e Felline - e 7 minuti di tesoretto sul gruppo maglia rosa con Wiggins a 7’30. La landa di Molino del Piano salva il britannico detentore del Tour che rientra il gruppo mentre Belkov scollina a Vetta Le Croci con un distacco decimato dal colombiano Pantano diretto inseguitore e sul gruppo a +3’25 sul Gpm3 con grande lavoro Astana del brillantissimo Kangert (terzo nella crono, in avanscoperta a Pescara). Ma il russo sa dosarsi, va forte in discesa e quando inizia il percorso che a settembre ospiterà il prossimo mondiale il suo gap migliora ancora prima dell’ultimo Gpm, quello di Fiesole fatale a Ryder Hesjedal. Il canadese detentore del Giro aveva acceso le micce nella tappa di Paolini (la terza) ma ha fallito contro il tempo e oieri si è staccato in salita chiudendo a 2’09 da Belkov, che vuol dire 1’06 dal gruppo maglia rosa, che vuol dire 3’12 da Nibali in classifica generale.

Redazione Sportiva Calabria Ora 13 maggio 2013

Sansepolcro - Firenze (170,0 km)
1 Maxim Belkov (Rus) Katusha 4:31:31
2 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) Ag2R La Mondiale 0:00:44
3 Jarlinson Pantano (Col) Colombia 0:00:46
4 Tobias Ludvigsson (Swe) Team Argos-Shimano 0:00:54
5 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:01:03
6 Benat Intxausti Elorriaga (Esp) Movistar Team 0:01:03
7 Danilo Di Luca (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:01:03
8 Mauro Santambrogio (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:01:03
9 Damiano Caruso (Ita) Cannondale Pro Cycling 0:01:03
10 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 0:01:03
11 Przemyslaw Niemiec (Pol) Lampre-Merida 0:01:03
12 Gianluca Brambilla (Ita) Omega Pharma-Quick Step 0:01:03
13 Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) Euskaltel-Euskadi 0:01:03
14 Robert Kiserlovski (Cro) RadioShack Leopard 0:01:03
15 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Sky Procycling 0:01:03
16 Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:01:03
17 Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida 0:01:03
18 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:01:03
19 Rafael Valls Ferri (Esp) Vacansoleil-DCM Pro Cycling Team 0:01:03
20 Rafal Majka (Pol) Team Saxo-Tinkoff 0:01:03
21 Fabio Andres Duarte Arevalo (Col) Colombia 0:01:03
22 Steven Kruijswijk (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:01:03
23 Domenico Pozzovivo (Ita) Ag2R La Mondiale 0:01:03
24 Bradley Wiggins (GBr) Sky Procycling 0:01:03
25 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:01:03

Classifica generale:
1 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 34:19:31
2 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:00:29
3 Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:01:15
4 Bradley Wiggins (GBr) Sky Procycling 0:01:16
5 Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida 0:01:24
6 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Sky Procycling 0:02:11
7 Mauro Santambrogio (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:02:43
8 Przemyslaw Niemiec (Pol) Lampre-Merida 0:02:44
9 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:02:49
10 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:03:02
11 Ryder Hesjedal (Can) Garmin-Sharp 0:03:11
12 Wilco Kelderman (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:03:26
13 Benat Intxausti Elorriaga (Esp) Movistar Team 0:03:36
14 Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) Euskaltel-Euskadi 0:03:43
15 Domenico Pozzovivo (Ita) Ag2R La Mondiale 0:04:05
16 Rafal Majka (Pol) Team Saxo-Tinkoff 0:04:09
17 Ivan Santaromita (Ita) BMC Racing Team 0:04:50
18 Rafael Valls Ferri (Esp) Vacansoleil-DCM Pro Cycling Team 0:04:57
19 Franco Pellizotti (Ita) Androni Giocattoli 0:05:03
20 Steven Kruijswijk (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:05:09

UNA SQUADRA AL GIORNO: Blanco Pro Cycling Team

Spazio agli attaccanti: saranno i colombiani ad attaccare?

La crono di ieri ha lasciato un clima teso in diverse squadre, una su tutti la Sky di Wiggins. E’ proprio il britannico che approfitterà della tappa odierna per calmare la sua rabbia: cercherà di pedalare in maniera tranquilla una tappa che non cambierà la parte alta della classifica. Dopo due giorni tremendi, i leader devono fare i conti con la benzina rimasta in corpo e difficilmente azzarderanno un attacco. Il Giro è ancora lungo, la Sansepolcro-Firenze prevede il primo GPM di 1a categoria di questa corsa rosa, ma dal suo striscione al traguardo sono previsti più di 60 km. Allora spazio agli outsider, a tutti coloro che in questi due giorni sono usciti definitivamente dalla lotta per il podio e per le posizioni che contano, magari ai colombiani o ai vari Pozzovivo, Pellizotti, Sella, Battaglin: il terreno è ideale, la tappa è insidiosa e la fuga potrebbe arrivare al traguardo. Si voleva dare un’anteprima del mondiale, ma i lavori per sistemare il circuito hanno costretto gli organizzatori a optare per un altro finale. Per l’Astana la partenza di Sansepolcro rappresenta l’inizio di un nuovo Giro. Da Sansepolcro si andrà in direzione Chiassa per poi svoltare verso Bibbiena, sede del primo traguardo volante. Si inizia a salire, siamo nell’Appennino Toscano: dopo 81.8 km il GPM di 2a categoria è posto sul Passo della Consuma, dove ci si arriva dopo 17 km di salita con pendenza media al 4% (massima 10%). Il GPM di 1a categoria è posto al km 106.7 in località Vallombrosa: questa salita è più corta rispetto la precedente, coi suoi 9 km, ma la pendenza media è del 6.4% e la massima del 12%. Una lunga discesa (30 km) porterà i girini ad attraversare Donnini, Pontassieve (secondo traguardo volante di giornata) e Sieci: qui inizierà un’altra ascesa di 7.6 km, direzione Vetta le Croci (pendenza media 5.3%, massima 12%). Lo strappo finale, quello di Fiesole, è da considerarsi come un vero e proprio trampolino in vista dell’arrivo, posto dopo 10.7 km. Domani il primo dei due giorni di pausa previsti in queste tre settimane.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 12 maggio 2013

NIBALI IN ROSA! La cronometro va a Dowsett

Vincenzo Nibali in maglia rosa dopo l’ottava tappa del Giro d’Italia, la cronometro di 54,8 km da Gabicce Mare a Saltara. Prova straordinaria per il messinese dell’Astana che ha sfiorato anche la vittoria, andata ad Alex Dowsett (Movistar) con il tempo di 1:16.27. Lo Squalo, quarto al traguardo, ha perso solo 11 secondi da Bradley Wiggins (2°), grande favorito di giornata. Benissimo anche Scarponi, decimo a 53" dal leader. Crollo di Hesjedal. E’ successo tutto il contrario di quello che ci si aspettava. Nelle previsioni Wiggins avrebbe dovuto dominare e recuperare almeno un minuto a Nibali. Hesjedal, vincitore lo scorso anno, avrebbe dovuto riprendersi la maglia rosa. E, infine, Scarponi avrebbe dovuto perdere moltissimo tempo e dire addio alla classifica. Nulla di ciò è successo e l’Italia sorride. Partiamo dalla grande prova dello Squalo di Messina che è volato, andandosi a prendersi il primato in classifica. Maglia rosa con un vantaggio di 29" su Cadel Evans, l’unico che ieri ha fatto il suo chiudendo settimo a 39" da Dowsett. Poi Gesink a 1’15" e Wiggins distaccato di un secondo. Proprio il britannico è stato uno dei grandi sconfitti di giornata. Il corridore del Team Sky ha bucato la ruota anteriore nei primi km di gara e poi non ha dominato, come solito fare nelle prove contro il tempo. Un Wiggo, senza basette, molto nervoso al traguardo. Da una delusione a un’altra con Hesjedal che è letteralmente crollato su un terreno a lui congeniale. La maglia rosa 2012 ha perso 2’33" dal vincitore e poco meno dagli avversari per la generale. Ora il canadese è sesto in classifica a 2’05" da Nibali. In quinta posizione in classifica generale c’è Scarponi (+1’24"). Lo scalatore della Lampre è stata la sorpresa con il suo decimo posto a soli 43" da Wiggins. E questo vuol dire tutto, la fotografia perfetta della sua grande cronometro.

Redazione Sportiva, Calabria Ora 12 maggio 2013

Gabicce Mare - Saltara (Villa de Balì) (54,8 km / Cronometro individuale)
1 Alex Dowsett (GBr) Movistar Team 1:16:27
2 Bradley Wiggins (GBr) Sky Procycling 0:00:10
3 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:00:14
4 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 0:00:21
5 Stef Clement (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:00:32
6 Luke Durbridge (Aus) Orica-GreenEdge 0:00:35
7 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:00:39
8 Manuele Boaro (Ita) Team Saxo-Tinkoff 0:00:45
9 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Sky Procycling 0:00:53
10 Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida 0:00:53
11 Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:01:22
12 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:01:48
13 Patrick Gretsch (GER) Team Argos-Shimano 0:01:48
14 Wilco Kelderman (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:01:57
15 Jesse Sergent (NZl) RadioShack Leopard 0:02:00

Classifica generale:
1 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 29:46:57
2 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:00:29
3 Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:01:15
4 Bradley Wiggins (GBr) Sky Procycling 0:01:16
5 Michele Scarponi (Ita) Lampre-Merida 0:01:24
6 Ryder Hesjedal (Can) Garmin-Sharp 0:02:05
7 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Sky Procycling 0:02:11
8 Mauro Santambrogio (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:02:43
9 Przemyslaw Niemiec (Pol) Lampre-Merida 0:02:44
10 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:02:49
11 Pieter Weening (Ned) Orica-GreenEdge 0:02:50
12 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:03:02
13 Wilco Kelderman (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:03:26
14 Benat Intxausti Elorriaga (Esp) Movistar Team 0:03:36
15 Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) Euskaltel-Euskadi 0:03:43
16 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale 0:04:05

UNA SQUADRA AL GIORNO: Movistar Team