Forse una delle tappe più
belle del Giro d'Italia viste
nel Vibonese. Bisogna attendere
fino al 2005. Seconda
tappa l’8 maggio, con arrivo
a Tropea. Dopo la partenza
da Reggio Calabria all’ora di
pranzo, la carovana proseguiva
lungo la costa ionica
calabra fino a Siderno, da
qui ci si dirigeva nell'entroterra
fino a raggiungere la
costa tirrenica a Vibo Valentia
da dove si prosegue
verso sud fino all'arrivo nella
Perla del Tirreno. Prima
tappa in linea e prima vittoria
al Giro d'Italia in carriera
per Paolo Bettini, che indossò
anche l'ambita maglia
rosa. Il futuro ct della nazionale
riuscì nell’impresa di
vincere la tappa, che rimase
ben impressa nella sua storia
ciclistica. Da lì a poco il
campione toscano vincerà
anche il Mondiale in linea ed
altre tappe del Giro. La tappa
si decide negli ultimi 17
chilometri: il gruppo, guidato
dalle squadre dei velocisti,
riuscì a riprendere i fuggitivi
di giornata e rimase
compatto fino ad un chilometro
dall'arrivo, alla base
di uno strappo di 400 metri
con pendenze fino al 15% nei
primi 100 metri. All'inizio
della salita, con uno scatto,
Bettini riuscì a fare il vuoto
ed arrivare all'arrivo con un
margine minimo, beffando i
velocisti e conquistando
la maglia rosa e
chiudere a braccia
alzate. A
fine gara,
il
“Grillo”
ai microfoni
della Rai dichiarava: «oggi
è una delle giornate pi belle
della mia vita. Vincere al
Giro d’Italia ti da una forte
emozione. Conquistare la
vittoria di tappa ed indossare
l’ambita maglia rosa è
qualcosa d’indescrivibile».
Nel 2008 si partì da Pizzo
Calabro, con
arrivo a Catanzaro
Lido.
La corsa
tagliò in due
la provincia
di Vibo Valentia
su un
percorso
spettacolare. Gara caratterizzata
dalla fuga fin dai primi
chilometri di Rik Verbrugghe.
Il corridore belga
vi rimase in testa per ben
164 km, venendo ripreso solamente
in prossimità dell’arrivo
sul lungomare di Catanzaro
Lido ed essere beffato
sul traguardo da un certo
Mark Cavendish, alla prima
affermazione al Giro.
Anche in quell'occasione i
corridori passarono da Serra
San Bruno, prima di dirigersi
verso il passo di Pietra
Spada e la discesa fino al
mar Ionio. L'ultima è
storia recente, con
la vittoria di
Oscar Gatto
a Tropea
nel 2011.
Tappa caratterizzata
dalla
fiammata
finale di
Alberto
Contador,
che per
poco non
riuscì a
raggiungere
il corridore
della Farnese
vini. Lo spagnolo,
che quell'anno
vincerà il
Giro prima di essere
squalificato per doping,
dimostrò da quella
giornata di essere in ottima
condizione. La salitella finale,
che dal mare portava fin
su al traguardo fece selezione,
ma alla fine a vincere fù
un italiano, sei anni dopo
Paolo Bettini. Le affinità con
il ct della nazionale furono
sottolineate dal vincitore di
tappa in sala stampa: «innanzitutto
attacchiamo
d'istinto e siamo corridori da
classiche. Speriamo che anche
io possa un giorno vincere
tutto quello
che a vinto
il ct. Spero
che oggi ci
sia il salto di
qualità. La
tappa del giro
ti da una
carica in più.
Ora mi sono sbloccato e penso
già alle altre tappe, nelle
quali voglio fare bene. La carica
e la mentalità vincente
che ci da il direttore sportivo
Luca Scinto può fare la differenza
». Sembra passata
un’eternità da quel 2005,
oggi però si scriverà un’altra
pagina di storia.
Fonte: Nicola Pirone, Calabria Ora






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