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mercoledì 22 maggio 2013

NIBALI E’ IL RE: difficile battere il ragazzo del Sud

Alla partenza da Napoli gli addetti ai lavori si dividevano nell’indicare un proprio favorito per la vittoria finale. Il ricordo dello scorso Tour de France, misto alla forza della squadra di appartenenza, imponeva il nome di Wiggins. Ma c’è chi, alla vigilia del Giro, con una saggia tranquillità apriva gli occhi su un possibile principale avversario, senza numero di dorsale, del britannico. Un fattore X, nascosto agli occhi di molti ma importantissimo per chi, come lui, conosce alla perfezione ogni piccolo particolare di una lunga corsa a tappe come il Giro d’Italia: un fattore ben preciso, ovvero quello meteorologico. Certo, nessuno si aspettava quindici giorni tra acqua e neve, ma chi non ha sottovalutato questa possibilità adesso indossa la maglia rosa da oramai dieci giorni. Vincenzo Nibali, lo squalo dello Stretto, aveva messo in guardia sportivi e addetti ai lavori già in tempi non sospetti. In molti hanno storto il naso, forti della provenienza del leader Sky: nato a Gand ma cresciuto a Londra, Sir Bradley non ha scoperto sulle strade italiane il fenomeno della pioggia. Così, oltre a dover fare i conti con un Nibali in versione super, il vincitore dell’ultimo Tour de France ha dovuto lottare contro condizioni avverse ma soprattutto contro la paura. Già, quella paura che lo ha bloccato dopo la scivolata in discesa nel corso della settima tappa, la Marina San Salvo – Pescara: Sir Wiggins, preso dal panico, smette di pedalare ed esce così dai primi dieci in classifica. Ci rientra il giorno dopo grazie alla frazione a lui più congeniale, la cronometro di Saltara, ma i 3’ persi nella tappa di Treviso lo estromettono definitivamente dai giochi. Il giorno dopo arriva la decisione finale: Wiggins si ritira dal Giro a causa di una polmonite, ma quello che è emerso in queste due settimane è che il britannico, oltre alle cronometro, per vincere una grande corsa ha bisogno di condizioni atmosferiche ben precise. Lo stesso giorno ha alzato bandiera bianca un’altra delusione di questo Giro, ovvero il vincitore della scorsa edizione, Ryder Hesjedal: il canadese, che non ha mai impensierito Nibali, abbandona a causa di un virus. Altri possibili outsider sono già fuori dalla vittoria finale: Gesink ha 7’ di distacco, Samuel Sanchez ne ha 8’. La Radioshack, forte di Kiserlovski e Machado, sta fallendo l’obiettivo di far rientrare un suo corridore tra i primi cinque, mentre Uran ricopre i gradi di capitano solo da qualche giorno. Discorso diverso per Jeannesson, che si è ritirato in seguito alla caduta di Pescara.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 21 maggio 2013

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