Per commentare la
vittoria di Cavendish bisogna
partire da un abbraccio,
anzi da due abbracci. Quelli
che il campione dell’Isola di
Man riserva,
subito dopo
l’arrivo di
Margherita
di Savoia, ai
compagni di
squadra
Gert Steegmans
e Matteo
Trentin. Senza squadra
non si va lontano: Cavendish
lo sa ed è perfettamente
consapevole che il suo secondo
successo in questo
Giro d’Italia 2013 è da dividere
con i suoi compagni.
Poi lui, ovviamente, ci ha
messo del suo; ma d’altronde
non si diventa il velocista
più veloce del mondo per
caso...
Per Cavendish, in questa
96esima edizione della Corsa
Rosa, la percentuale di
vittorie è del 100%: due tappe
per i velocisti e due successi
per Cannonball. Con
tanto di maglia rosa a Napoli.
Impossibile fare meglio.
Nasce dopo 15 km l’azione
che caratterizza la sesta tappa
del Giro d’Italia. A provarci
sono due australiani,
Jack Bobridge (Team Blanco)
e Cameron Wurf (Cannondale),
che si trovano davanti
un po’ per caso e che,
una volta ‘al vento’, decidono
di provarci da lontano. Il
loro vantaggio nei confronti
del gruppo maglia rosa
cresce rapidamente
fino
a toccare
ben presto i
6’25’’ al km
31. Ma la
tappa non
permette finali
a sorpresa:
Omega Pharma Lotto,
FDJ e Orica GreenEdge
si mettono in testa al gruppo
già nella prima ora di
corsa e il vantaggio dei battistrada
scende progressivamente,
fino poi a esaurirsi a
34 km dall’arrivo.
L’arrivo in volata sembra
cosa fatta. Bradley Wiggins,
scortato da alcuni compagni
di squadra, si fa sfilare in
fondo al gruppo per cambiare
bicicletta. L’operazione si
svolge in un lampo e, in pochi
secondi, il vincitore del
Tour de France, è pronto
per ripartire e rientrare in
gruppo. Sarebbe un’operazione
di routine, ma una
maxi-caduta all’interno del
plotone principale costringe
il vincitore del Tour de
France 2012 a fermarsi. Di
fronte a lui, e ai suoi compagni,
un muro, di corridori
e biciclette. Dopo quasi un
minuto si riparte, con il
gruppo maglia rosa che,
spezzato in più tronconi,
rallenta e aspetta coloro i
quali sono rimasti attardati.
A 20 km dal traguardo, il
gruppo è di nuovo compatto:
davanti, però, non ci sono
le squadre dei velocisti,
ma Astana e Sky, con il chiaro
tentativo di tenere fuori
dai guai Nibali e lo stesso
Wiggins. Che a 3 km dal traguardo
si mette addirittura
in testa a tirare per evitare
altri guai.
Boaro cerca un’improbabile
azione da finisseur, ma l’andatura
è troppo elevata e
uscire dal gruppo, a quelle
velocità, è praticamente impossibile.
Dopo il corridore
della Saxo-Tinkoff ci prova
anche Marco Marcato, ma
l’arrivo – un lungo rettilineo
di 2 km con la strada bella
larga – era da volata. E volata
è stata.
Uno sprint che vede trionfare
il più forte di tutti, Mark
Cavendish. Senza ‘se’ e senza
‘ma’, con la consapevolezza
che, quando c’è lui e
quando sta bene, il miglior
risultato possibile è il secondo
posto. Ecco perché Elia
Viviani, altra piazza d’onore
dopo Napoli, dovrebbe
essere soddisfatto. La vittoria,
per il giovane veneto della Cannondale, arriverà.
Terzo chiude Goss, poi il
francese Bouhanni e lo
sprinter dell’Androni, Gavazzi.
Maglia rosa ancora
sulle spalle di Luca Paolini:
che se la goda, il “ragazzo”
(ha 36 anni…) della Katusha.
Da oggi, con il primo
“assaggio appenninico”, comincia
un altro Giro d’Italia.
Il 9 maggio del 2011, durante
la terza tappa di quell’edizione
del Giro d’Italia, ci lasciava
per sempre Wouter
Weylandt.
Il corridore belga, che difendeva
i colori del Team Leopard,
era caduto durante la
discesa del Passo del Bocco.
Aveva 26 anni: la sua compagna,
mentre lui perdeva
la vita sulla strada, era in
dolce attesa della loro figlia
Alizee, che sarebbe nata il 1°
settembre... Il Giro, che lo
scorso anno gli ha dedicato
la terza tappa della Corsa
Rosa e che quest’anno non
ha ripetuto l’appuntamento
per richiesta della sua famiglia,
non ha mai dimenticato
Wouter... Di Cavendish,
che sul podio ha mostrato il
108 (era il numero di Weylandt),
uno dei gesti più belli
di questa giornata.
Redazione Sportiva Calabria Ora 10 maggio 2013
Mola di Bari - Margherita di Savoia (169,0 km)
1 Mark Cavendish (GBr) Omega Pharma-Quick Step 3:56:03
2 Elia Viviani (Ita) Cannondale Pro Cycling
3 Matthew Harley Goss (Aus) Orica-GreenEdge
4 Nacer Bouhanni (Fra) FDJ
5 Mattia Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli
6 Manuel Belletti (Ita) AG2R La Mondiale
7 Davide Appollonio (Ita) AG2R La Mondiale
8 Giacomo Nizzolo (Ita) RadioShack Leopard
9 Matti Breschel (Den) Team Saxo-Tinkoff
10 Roberto Ferrari (Ita) Lampre-Merida
11 Edwin Alcibiades Avila Vanegas (Col) Colombia
12 Kenny Dehaes (Bel) Lotto Belisol
13 Adam Blythe (GBr) BMC Racing Team
14 Iljo Keisse (Bel) Omega Pharma-Quick Step
15 Ioannis Tamouridis (Gre) Euskaltel-Euskadi
Classifica generale:
1 Luca Paolini (Ita) Katusha 23:52:42
2 Rigoberto Uran Uran (Col) Sky Procycling 0:00:17
3 Benat Intxausti Elorriaga (Esp) Movistar Team 0:00:26
4 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 0:00:31
5 Ryder Hesjedal (Can) Garmin-Sharp 0:00:34
6 Bradley Wiggins (GBr) Sky Procycling 0:00:34
7 Giampaolo Caruso (Ita) Katusha 0:00:36
8 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Sky Procycling 0:00:37
9 Mauro Santambrogio (Ita) Vini Fantini-Selle Italia 0:00:39
10 Cadel Evans (Aus) BMC Racing Team 0:00:42
11 Thomas Danielson (USA) Garmin-Sharp 0:00:42
12 Robert Gesink (Ned) Blanco Pro Cycling Team 0:00:45
13 Yury Trofimov (Rus) Katusha 0:00:46
14 Ivan Santaromita (Ita) BMC Racing Team 0:00:54
15 Pieter Weening (Ned) Orica-GreenEdge 0:00:55
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