Dopo aver ospitato il passaggio dell’undicesima
tappa, Longarone continua ad essere
presente in quest’edizione del Giro
d’Italia con la partenza della dodicesima
tappa. Piccolo trasferimento, quasi impercettibile
a dire il vero, per l’intera carovana
nel pomeriggio di ieri dopo la frazione
in memoria del Vajont, con soddisfazione
di ciclisti e addetti ai lavori: quest’oggi
i girini si muoveranno in direzione
Treviso in un’altra giornata interlocutoria
prima degli arrivi in salita previsti
nel week-end. Il tracciato è relativamente
corto, coi suoi 134 km la Longarone-
Treviso è la seconda tappa in linea più
corta del Giro d’Italia dopo la frazione iniziale,
la Napoli-Napoli. I ciclisti non faranno
grossa fatica, fatta eccezione di tre
brevi salite e comunque lontane dal traguardo
il percorso è quasi tutto in discesa.
Non tragga in inganno l’altimetria: la
salita che porta sul traguardo volante di
Pieve D’Alpago è poco più che un cavalcavia,
poi i due GPM sono entrambi di 4a
categoria. Il primo dei due traguardi con
punti in palio per la maglia azzurra è previsto
dopo 57.3 km in località Muro di Ca’
del Poggio, il secondo dopo 93 km in località
Montello-Smd Vittoria. Nonostante
le pendenze massime siano in doppia
cifra, le due salite sono comunque molto
brevi. La prima prevede una pendenza
media del 12% (16% la massima) lungo il
chilometro e poco più di lunghezza, la seconda
è il triplo più lunga (3.4 km) ma
prevede una pendenza media del 6.3%
con punte al 14%. Niente di insuperabile
per le ruote veloci, chiamate quest’oggi
ad offrire spettacolo sul traguardo del
piazzale Burchiellati. Arrivati a Treviso è
previsto un circuito di quasi 8 km, con lo
striscione finale posto su di un rettilineo
abbastanza ampio. Da segnalare una “S”
ai 400 metri: per questo motivo l’organizzazione
ha deciso di introdurre il circuito
finale, in modo tale da far vedere
l’arrivo al gruppo dei velocisti. Saranno
loro, infatti, a giocarsi la volatona finale:
favorito d’obbligo Mark Cavendish, ma i
vari Viviani, Bouhanni, Goss, Gavazzi e
Belletti promettono battaglia. Non ci saranno
Degenkolb e Chicchi, ritirati.
Alessandro Marcianò, Calabria Ora 16 maggio 2013






0 commenti:
Posta un commento