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martedì 21 maggio 2013

Carovana rosa da Longarone a Treviso

Dopo aver ospitato il passaggio dell’undicesima tappa, Longarone continua ad essere presente in quest’edizione del Giro d’Italia con la partenza della dodicesima tappa. Piccolo trasferimento, quasi impercettibile a dire il vero, per l’intera carovana nel pomeriggio di ieri dopo la frazione in memoria del Vajont, con soddisfazione di ciclisti e addetti ai lavori: quest’oggi i girini si muoveranno in direzione Treviso in un’altra giornata interlocutoria prima degli arrivi in salita previsti nel week-end. Il tracciato è relativamente corto, coi suoi 134 km la Longarone- Treviso è la seconda tappa in linea più corta del Giro d’Italia dopo la frazione iniziale, la Napoli-Napoli. I ciclisti non faranno grossa fatica, fatta eccezione di tre brevi salite e comunque lontane dal traguardo il percorso è quasi tutto in discesa. Non tragga in inganno l’altimetria: la salita che porta sul traguardo volante di Pieve D’Alpago è poco più che un cavalcavia, poi i due GPM sono entrambi di 4a categoria. Il primo dei due traguardi con punti in palio per la maglia azzurra è previsto dopo 57.3 km in località Muro di Ca’ del Poggio, il secondo dopo 93 km in località Montello-Smd Vittoria. Nonostante le pendenze massime siano in doppia cifra, le due salite sono comunque molto brevi. La prima prevede una pendenza media del 12% (16% la massima) lungo il chilometro e poco più di lunghezza, la seconda è il triplo più lunga (3.4 km) ma prevede una pendenza media del 6.3% con punte al 14%. Niente di insuperabile per le ruote veloci, chiamate quest’oggi ad offrire spettacolo sul traguardo del piazzale Burchiellati. Arrivati a Treviso è previsto un circuito di quasi 8 km, con lo striscione finale posto su di un rettilineo abbastanza ampio. Da segnalare una “S” ai 400 metri: per questo motivo l’organizzazione ha deciso di introdurre il circuito finale, in modo tale da far vedere l’arrivo al gruppo dei velocisti. Saranno loro, infatti, a giocarsi la volatona finale: favorito d’obbligo Mark Cavendish, ma i vari Viviani, Bouhanni, Goss, Gavazzi e Belletti promettono battaglia. Non ci saranno Degenkolb e Chicchi, ritirati.

Alessandro Marcianò, Calabria Ora 16 maggio 2013

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