Ci
siamo, il Giro
d’Italia è finalmente iniziato.
E quante emozioni
sanno regalare le due ruote.
Davvero infinite, come infiniti
sono i ricordi storici che
legano il Giro alla Calabria,
terra che è stata tante volte
protagonista di quella che
ormai è diventato un grande
appuntamento, seguito in
tutto il mondo. Che ci fa seguire
uno sport in cerca di
credibilità, dopo i tanti
scandali del doping degli
anni passati, ma ci fa anche
scoprire dei territori incantevoli.
E la Calabria è uno dei
questi e, anche in questa
edizione, metterà in mostra
i suoi tesori, seppur con un
solo arrivo (Serra San Bruno)
e una sola partenza (Cosenza,
il prossimo 8 maggio).
Il Giro d’Italia sulle
strade calabresi ha sempre
rappresentato momenti di
gioia e di grande partecipazione
alle imprese dei ciclisti.
Per la corsa a tappe più
importante al mondo dopo
il Tour de France, Cristo
non si è affatto fermato a
Eboli: certo, per tanti anni
del Giro si leggeva solo sui
giornali o si ascoltavano le
gesta di Bartali alla radio,
ma dal dopoguerra in 23
edizioni la corsa ha fatto
tappa in Calabria. Le strade
della nostra regione, attraversate
quasi sempre nella
fase iniziale della
manifestazione,
non hanno
mai deciso
l’esito
del Giro,
ma qui hanno vinto
grandi campioni, infiammando
i tifosi e la gente comune
con le loro gesta. Impossibile
non ricordare il
grande Binda, che nel 1929
vinse quella che è stata la
prima tappa con arrivo in
Calabria, da Potenza a Cosenza.
In Calabria
con la
maglia rosa
addosso, come
leader
della corsa.
Ci si emoziona
soltanto
leggendo i
giornali dell’epoca. E’ dopo
la Seconda Guerra Mondiale,
comunque, che il Giro
d’Italia mette “piede” con
maggiore frequenza nella
nostra regione. Del resto la
“viabilità” era migliorata e
gli italiani avevano una
grande sete di sport, di avvenimenti
che potessero
portare festa e serenità. Il
grande Nino Defilippis vinse
nel ’54 la Reggio Calabria-
Catanzaro, mentre nel
’65 fu Adriano Durante a tagliare
per primo il traguardo
sul Lungomare di Reggio,
nella tappa partita da
Catanzaro, a conclusione
di una
gara entusiasmante
in
cui aveva
lasciato di
stucco gli
avversari
sul Monte
Sant’Elia,
a Palmi.
Uno dei
migliori
velocisti
degli anni
settanta, il
belga Roger
De Vlaeminck,
ha vinto tre volte
in Calabria: nel
’72 la Montesano
Terme-Cosenza, dopo
aver superato indenne
in valico di Monte
Scuro, nel ’75 la Bari-Castrovillari,
e nel ’76 la Reggio
Calabria-Cosenza. Evidentemente,
il ciclista fiammingo
si era innamorato di
Corso Mazzini. E resta proprio
lui, al momento, il corridore
che storicamente si è
imposto più volte nella nostra
regione.
Sul rettilineo cosentino,
in una tappa partita da Sala
Consilina, ha vinto nell’81
anche Moreno
Argentin,
che è stato
poi campione
del mondo.
Cosenza
dunque lo ha
visto sul podio,
così come
un altro grande corridore,
Beppe Saronni, in quell’anno
maglia rosa nella tappa
bruzia. Il Giro, nel dopoguerra,
ha fatto tappa (intesa
come arrivo) otto volte a
Cosenza, cinque a Catanzaro,
4 volte a Reggio Calabria
e alle Terme Luigiane, due
volte a Castrovillari, Tropea
e Crotone, una
sola volta a Vibo
Valentia,
Campo
Tenese,
Camigliatello Silano,
Paola, Diamante, Nicotera,
Scalea, e Santa Maria del
Cedro, ma non c’è mai stato
traguardo a Corigliano e a
Rossano. Peccato, perchè
questa sarebbe un’altra
splendida parte della nostra
regione da mostrare al mondo
intero. Altri vincitori di
tappa in Calabria divenuti
poi campioni del mondo sono
stati Maurizio Fondriest
(vinse alle Terme Luigiane
nel ’95), lo statunitense
Greg Lemond (arrivò primo
nell’86 a Cosenza), Francesco
Moser (volata storica sul
Lungomare di Diamante
nell’81), Paolo Bettini (primo
a Tropea nel 2005).
La Calabria spesso e volentieri
è stata scenario di
volate all’ultima ruota. Arrivi
con lunghi rettilinei che
hanno scatenato la velocità
degli sprinter. Ha vinto due
volte in Calabria il velocista
australiano Robbie McEwen,
nel 2003 a Vibo Valentia
e nel 2005 a
Santa Maria del
Cedro, come
il russo
Dimitri Konyshev (alle Terme Luigiane
nel ’93 e a Castrovillari
nel ’97). Alle Terme Luigiane
vinsero anche il
francese Laurent
Jalabert nel
’99 e Stefano
Garzelli nel 2003, mentre uno dei campioni
di ciclismo più amati negli anni Novanta
e Duemila, Mario Cipollini è stato beffato
sul traguardo di Scalea, nel 2005, dal ceco
Jan Svorada. Proprio questa è stata una edizione
storica per la Calabria. Nel 2005 il Giro
è partito, per la prima volta, dalla nostra
regione, con prologo a Reggio, tappe a Tropea
e Santa Maria del Cedro, e partenza della
quarta tappa da Diamante per Giffoni
Valle Piana.
Altro anno “a tema” il 1996,
quando il Giro partì da Atene e
seguì anche le tracce storiche
della Magna Graecia,
con la tappa
Metaponto-
Crotone,
passando
per Sibari. Le regioni meridionali non
hanno mai espresso, ad eccezione dell’abruzzese
Vito Taccone, grandi campioni
del ciclismo. Due calabresi, però, hanno
partecipato al Giro d’Italia tra i professionisti,
lasciando anch’essi il segno:
il cosentino Giuseppe
Faraca nell’81 arrivò 11° nella
classifica genera- le, risultando
primo nella speciale
graduatoria riservata ai giovani
(maglia bianca), mentre
Roberto Sgambelluri ha
anche vinto una tappa (nel
’97, la Arezzo-Lanciano, per distacco). Il ciclista
reggino il Giro d’Italia lo aveva vinto
da dilettante nel ’96, anno in cui conquistò
2 medaglie d’argento (prova a cronometro
e in linea) ai campionati di categoria in Svizzera,
e avrebbe voluto fare bella figura anche
tra i pro (giunse comunque decimo nella
classifica generale nel ’99).
La grande corsa ciclistica rappresenta,
specie negli ultimi anni, un
eccezionale volano per la
promozione turistica
della regione: le meraviglie
della natura
e del
paesaggio
urbano calabrese fanno il “giro” del mondo
e contribuiscono ad affrancare la terra di
Calabria da luoghi comuni e da immagini
distorte conosciute attraverso i media.
L’edizione “calabrese” del 2008, con l’arrivo
a Catanzaro, rivelò quello
che è poi diventato il velocista
più forte del mondo, vale
a dire Mark Cavendish,
che bruciò sul traguardo
Forster e Bennati.
Il velocista inglese dell’Isola
di Man è ancora protagonista,
anche in questa
edizione del Giro. Sarà ancora lui il più veloce
di tutti? Staremo a vedere Viaggiando
ancora nella memoria storica, abbastanza
recente, è rimasta da segnalare soltanto
l’edizione del 2011. In quel caso il Giro regalò
alla Calabria solamente un arrivo, a Tropea.
In una delle città turistiche più belle
della nostra regione si impose Oscar Gatto,
con Weening in maglia rosa. Sembrano passati
molti anni ed invece ne sono trascorsi
appena due. Il segreto di questa corsa è proprio
nella passione dei suoi appassionati,
sempre pronti a tifare, sulla strada, per il
proprio beniamino. E pazienza se poi non
arriva primo. L’importante è sentirsi protagonisti
di questa corsa che ha segnato la storia
dell’Italia. La Calabria c’è stata, c’è e ci
sarà ancora. Con le sue strade da percorrere,
con il suo mare, con i suoi panorama
mozzafiato. Magari qualche ciclista,
chissà, nelle fasi iniziali della corsa,
si distrarrà un po’ e guarderà
ammirato quel che Madre
Natura ci ha donato.
Non ne saremmo
meravigliati.
Redazione Sportiva Calabria Ora 5 maggio 2013






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