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lunedì 6 maggio 2013

I traguardi di Calabria

Ci siamo, il Giro d’Italia è finalmente iniziato. E quante emozioni sanno regalare le due ruote. Davvero infinite, come infiniti sono i ricordi storici che legano il Giro alla Calabria, terra che è stata tante volte protagonista di quella che ormai è diventato un grande appuntamento, seguito in tutto il mondo. Che ci fa seguire uno sport in cerca di credibilità, dopo i tanti scandali del doping degli anni passati, ma ci fa anche scoprire dei territori incantevoli. E la Calabria è uno dei questi e, anche in questa edizione, metterà in mostra i suoi tesori, seppur con un solo arrivo (Serra San Bruno) e una sola partenza (Cosenza, il prossimo 8 maggio). Il Giro d’Italia sulle strade calabresi ha sempre rappresentato momenti di gioia e di grande partecipazione alle imprese dei ciclisti. Per la corsa a tappe più importante al mondo dopo il Tour de France, Cristo non si è affatto fermato a Eboli: certo, per tanti anni del Giro si leggeva solo sui giornali o si ascoltavano le gesta di Bartali alla radio, ma dal dopoguerra in 23 edizioni la corsa ha fatto tappa in Calabria. Le strade della nostra regione, attraversate quasi sempre nella fase iniziale della manifestazione, non hanno mai deciso l’esito del Giro, ma qui hanno vinto grandi campioni, infiammando i tifosi e la gente comune con le loro gesta. Impossibile non ricordare il grande Binda, che nel 1929 vinse quella che è stata la prima tappa con arrivo in Calabria, da Potenza a Cosenza. In Calabria con la maglia rosa addosso, come leader della corsa. Ci si emoziona soltanto leggendo i giornali dell’epoca. E’ dopo la Seconda Guerra Mondiale, comunque, che il Giro d’Italia mette “piede” con maggiore frequenza nella nostra regione. Del resto la “viabilità” era migliorata e gli italiani avevano una grande sete di sport, di avvenimenti che potessero portare festa e serenità. Il grande Nino Defilippis vinse nel ’54 la Reggio Calabria- Catanzaro, mentre nel ’65 fu Adriano Durante a tagliare per primo il traguardo sul Lungomare di Reggio, nella tappa partita da Catanzaro, a conclusione di una gara entusiasmante in cui aveva lasciato di stucco gli avversari sul Monte Sant’Elia, a Palmi. Uno dei migliori velocisti degli anni settanta, il belga Roger De Vlaeminck, ha vinto tre volte in Calabria: nel ’72 la Montesano Terme-Cosenza, dopo aver superato indenne in valico di Monte Scuro, nel ’75 la Bari-Castrovillari, e nel ’76 la Reggio Calabria-Cosenza. Evidentemente, il ciclista fiammingo si era innamorato di Corso Mazzini. E resta proprio lui, al momento, il corridore che storicamente si è imposto più volte nella nostra regione. Sul rettilineo cosentino, in una tappa partita da Sala Consilina, ha vinto nell’81 anche Moreno Argentin, che è stato poi campione del mondo. Cosenza dunque lo ha visto sul podio, così come un altro grande corridore, Beppe Saronni, in quell’anno maglia rosa nella tappa bruzia. Il Giro, nel dopoguerra, ha fatto tappa (intesa come arrivo) otto volte a Cosenza, cinque a Catanzaro, 4 volte a Reggio Calabria e alle Terme Luigiane, due volte a Castrovillari, Tropea e Crotone, una sola volta a Vibo Valentia, Campo Tenese, Camigliatello Silano, Paola, Diamante, Nicotera, Scalea, e Santa Maria del Cedro, ma non c’è mai stato traguardo a Corigliano e a Rossano. Peccato, perchè questa sarebbe un’altra splendida parte della nostra regione da mostrare al mondo intero. Altri vincitori di tappa in Calabria divenuti poi campioni del mondo sono stati Maurizio Fondriest (vinse alle Terme Luigiane nel ’95), lo statunitense Greg Lemond (arrivò primo nell’86 a Cosenza), Francesco Moser (volata storica sul Lungomare di Diamante nell’81), Paolo Bettini (primo a Tropea nel 2005). La Calabria spesso e volentieri è stata scenario di volate all’ultima ruota. Arrivi con lunghi rettilinei che hanno scatenato la velocità degli sprinter. Ha vinto due volte in Calabria il velocista australiano Robbie McEwen, nel 2003 a Vibo Valentia e nel 2005 a Santa Maria del Cedro, come il russo Dimitri Konyshev (alle Terme Luigiane nel ’93 e a Castrovillari nel ’97). Alle Terme Luigiane vinsero anche il francese Laurent Jalabert nel ’99 e Stefano Garzelli nel 2003, mentre uno dei campioni di ciclismo più amati negli anni Novanta e Duemila, Mario Cipollini è stato beffato sul traguardo di Scalea, nel 2005, dal ceco Jan Svorada. Proprio questa è stata una edizione storica per la Calabria. Nel 2005 il Giro è partito, per la prima volta, dalla nostra regione, con prologo a Reggio, tappe a Tropea e Santa Maria del Cedro, e partenza della quarta tappa da Diamante per Giffoni Valle Piana. Altro anno “a tema” il 1996, quando il Giro partì da Atene e seguì anche le tracce storiche della Magna Graecia, con la tappa Metaponto- Crotone, passando per Sibari. Le regioni meridionali non hanno mai espresso, ad eccezione dell’abruzzese Vito Taccone, grandi campioni del ciclismo. Due calabresi, però, hanno partecipato al Giro d’Italia tra i professionisti, lasciando anch’essi il segno: il cosentino Giuseppe Faraca nell’81 arrivò 11° nella classifica genera- le, risultando primo nella speciale graduatoria riservata ai giovani (maglia bianca), mentre Roberto Sgambelluri ha anche vinto una tappa (nel ’97, la Arezzo-Lanciano, per distacco). Il ciclista reggino il Giro d’Italia lo aveva vinto da dilettante nel ’96, anno in cui conquistò 2 medaglie d’argento (prova a cronometro e in linea) ai campionati di categoria in Svizzera, e avrebbe voluto fare bella figura anche tra i pro (giunse comunque decimo nella classifica generale nel ’99). La grande corsa ciclistica rappresenta, specie negli ultimi anni, un eccezionale volano per la promozione turistica della regione: le meraviglie della natura e del paesaggio urbano calabrese fanno il “giro” del mondo e contribuiscono ad affrancare la terra di Calabria da luoghi comuni e da immagini distorte conosciute attraverso i media. L’edizione “calabrese” del 2008, con l’arrivo a Catanzaro, rivelò quello che è poi diventato il velocista più forte del mondo, vale a dire Mark Cavendish, che bruciò sul traguardo Forster e Bennati. Il velocista inglese dell’Isola di Man è ancora protagonista, anche in questa edizione del Giro. Sarà ancora lui il più veloce di tutti? Staremo a vedere Viaggiando ancora nella memoria storica, abbastanza recente, è rimasta da segnalare soltanto l’edizione del 2011. In quel caso il Giro regalò alla Calabria solamente un arrivo, a Tropea. In una delle città turistiche più belle della nostra regione si impose Oscar Gatto, con Weening in maglia rosa. Sembrano passati molti anni ed invece ne sono trascorsi appena due. Il segreto di questa corsa è proprio nella passione dei suoi appassionati, sempre pronti a tifare, sulla strada, per il proprio beniamino. E pazienza se poi non arriva primo. L’importante è sentirsi protagonisti di questa corsa che ha segnato la storia dell’Italia. La Calabria c’è stata, c’è e ci sarà ancora. Con le sue strade da percorrere, con il suo mare, con i suoi panorama mozzafiato. Magari qualche ciclista, chissà, nelle fasi iniziali della corsa, si distrarrà un po’ e guarderà ammirato quel che Madre Natura ci ha donato. Non ne saremmo meravigliati.

Redazione Sportiva Calabria Ora 5 maggio 2013

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