Dopo le prime nove tappe, ecco il primo e inedito arrivo in salita. Questo Giro sta regalando grandi emozioni grazie alla protagonista principale, la pioggia: cadute e scivoloni hanno stravolto sia i pronostici sia i programmi delle varie squadre. E la tappa odierna sarà tutto tranne che monotona. Dopo il primo dei due giorni di riposo previsti in queste tre settimane di corsa rosa, la carovana riparte dalla periferia di Pordenone: la tappa è abbastanza breve e l’arrivo, previsto dopo 167 km sul Montasio, sarà l’occasione per capire chi il Giro non lo vincerà. I distacchi in classifica sono ancora contenuti, ma le pendenze che i girini incontreranno quest’oggi metteranno fuori gioco parecchi corridori. La rosa degli uomini che possono lottare per la classifica finale sarà data dopo due GMP di 1a categoria, il primo posto dopo 117.4 km, il secondo sul traguardo finale di Altopiano del Montasio. Dopo aver affrontato il rifornimento di Tolmezzo (81.0 km) e il traguardo volante di Paularo (102.6 km), i corridori saranno chiamati ad affrontare la salita che porta a Passo Cason di Lanza: più di 12 km all’8.5% di pendenza media col 16% di pendenza massima. La discesa successiva che terminerà a Chiusaforte non sarà facile da affrontare: qui Wiggins dovrà dare il meglio di sé, mentre Nibali potrà provare a staccare il britannico, apparso in netta difficoltà nelle discese. Una serie di tornanti, in parte in galleria, a 8 km dal traguardo, faranno da antipasto a quella che sarà l’ascesa finale: subito dopo Sella Nevea, le pendenze medie sono dell’8%, ma le massime arrivano al 20%. Negli ultimi 2 km la strada spiana leggermente, sarà comunque troppo tardi per recuperare. Anche quest’oggi è prevista una fuga iniziale, difficilmente però gli attaccanti di giornata riusciranno a difendersi dal ritorno del gruppo, pilotato dai più forti gregari degli uomini di classifica. Chi vuole vincere il Giro oggi verrà allo scoperto: Nibali dovrà stare attento ai vari Evans, Scarponi, Gesink, Santambrogio. Anche Hesjedal è molto atteso dopo una settimana da dimenticare.
Alessandro Marcianò, autore del blog "Il treno di Berna"






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