Dopo lo splendido poker del folletto
mannese naturalizzato britannico Mark
Cavendish, il Giro d’Italia ritrova le salite.
E ritrova le pendenze che contano
senza due degli attori più importanti di
questa 96esima edizione: Wiggins ed
Hesjedal. Se la Garmin puntava tutto sul
vincitore della passata edizione, adesso
la Sky Procycling animerà la corsa attraverso
il suo nuovo capitano, Rigoberto
Uran Uran. Il Giro d’Italia non perderà
di certo il suo fascino, anche perché se è
vero che la rosa degli uomini da controllare
si è così ristretta, i nomi che oggi daranno
battaglia alla maglia rosa Vincenzo
Nibali sono ancora diversi e temibili:
Cadel Evans, Robert Gesink, Michele
Scarponi, oltre il colombiano già citato,
verranno nominati più volte durante la
cronaca della tappa odierna. La Cervere-
Bardonecchia conta 168 km e prevede il
secondo arrivo in salita di questa corsa
rosa. Si arriva su Jafferau, traguardo che
ricorda il duello Merckx-Fuente del
1972: oggi come allora l’antipasto è sempre
lo stesso, e prende il nome di Sestriere.
Si fa sul serio al Giro d’Italia, anche se
quella odierna è una tappa breve, che
prevede una prima parte in pianura fino
al traguardo volante di Pinerolo, posto
dopo 70.7 km. Da qui, per i velocisti e
per molti altri, inizierà il calvario. La
strada inizia a salire fino ai 2035 metri
del Sestriere, dove vi è posto il primo
GPM di giornata, di 2a categoria: è una
salita comunque abbordabile, lunga 16
km con un dislivello di 612 metri; la sua
pendenza media è del 3.8%, massima
del 9%. La discesa permetterà a qualcuno
di rientrare, ma il Sestriere può sempre
rimanere nelle gambe. Da Oulx un
falsopiano porta a Bardonecchia: dopo
un giro nella città, ecco l’ascesa finale
verso lo Jafferau, dove vi è posto il secondo
GPM, stavolta di 1a categoria. Sette
chilometri e poco più di salita mista a
tattica: già, domani ci saranno Moncenisio,
Telegraphe e Galibier e bisognerà
vedere quali strategie adotteranno oggi
le squadre degli uomini di classifica.
Qualche fuggitivo potrebbe cercare gloria
proprio su queste strade.
Alessandro Marcianò, Calabria Ora 18 maggio 2013






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